L’AQUILA – Su un’altra saracinesca nel cuore del centro storico dell’Aquila: ha riaperto, nei locali del vecchio cinema Olimpia su corso Vittorio Emanuele, il bar Olimpia di Pierluigi De Matteis, da circa 30 nel campo della caffetteria e della ristorazione.

“La scelta del nome non è casuale – spiega Pierluigi ad AbruzzoWeb – ho voluto lasciare il ricordo di ció che era, il cinema dove sono stato da ragazzino prima e dove ho comprato i Levis poi”, quando divenne negozio di abbigliamento.

“Avevo 14 anni – ha aggiunto – quando ho fatto il primo caffè, sotto la guida e gli insegnamenti dei De Amicis al bar Castello alla Fontana Luminosa. Ho sempre studiato e lavorato per rendermi indipendente e dare una mano a mia madre Elisa, che ha cresciuto da sola, con tanti sacrifici, 3 fratelli e una sorella”.

E dopo il bar Castello ha lavorato in tanti altri posti in città, fino a scegliere di mettersi in proprio. “Ci sono stati gli anni del Novavita su via Verdi al posto del Buena Vista, dove avevo anche un socio e poi, poco prima del terremoto, da solo, ho ripreso il bar Arcobaleno su via Cavour”.

Poi il sisma 2009 e la conseguente chiusura del bar, ma Pierluigi non si è arreso. “Avevo visto che gli interessi si erano delocalizzati nella zona del centro commerciale L’Aquilone – spiega ancora – e da lì l’idea di aprire qualcosa in zona”.

Ed è arrivato il bar su via Saragat accanto alla Provincia e alla Bper, che ha portato avanti per 8 anni. “Ma io volevo tornare in centro – aggiunge – perché credo fortemente in questa città e penso che da qui dobbiamo ripartire. Mia moglie Alessandra è stata la colonna portante di questo passo avanti, senza di lei, senza la famiglia, non si va da nessuna parte”.

E proprio per il figlio Lorenzo che si è lanciato in questa impresa. “Adesso va a scuola, frequenta il liceo linguistico, ma l’anno prossimo grazie al progetto scuola lo inserirò nell’organico. Per ora ho assunto 3 persone ma ovviamente un posto qui è per lui!”.

La formula del bar Olimpia è classica ma punta alla qualitá: colazioni con prodotti artigianali e una caffetteria ricercata, una sala da the, pranzi veloci con cose fresche e appena fatte, aperitivi al tagliere e varie stuzzicherie. E ancora tanta attenzione per la svelta dei vini: “cantine abruzzesi ovviamente – ci tiene a chiarire – di nicchia e non, ho scovato anche diverse chicche, nomi meno noti adesso, ma per la mia esperienza credo che ne sentiremo parlare”.

“Spero di riuscire nel mio intento, ovvero ricreare quella socialità di cui si parla da quasi 9 anni e che a molti aquilani è tanto mancata. Aspetto gli aquilani, io ce la sto mettendo tutta e speriamo che vada sempre meglio!”, è l’auspicio con cui conclude.