L’AQUILA – Da Franco Angelosante, riceviamo e pubblichiamo.

Ho letto con immenso piacere l’articolo riguardante il futuro di palazzo Ardinghelli ed il progetto del dott. Pietro Barrera, segretario generale della Fondazione Maxxi Roma, dove sempre secondo il segretario, la contaminazione, tra le varie espressioni artistiche, di “fare arte contemporanea in Italia è come camminare in salita, che sia Roma, Venezia o L’Aquila è muoversi contro corrente, perché spesso il visitatore non si aspetta tutta questa modernità”.

Barrera ha anche anticipato un progetto nazionale che vede coinvolto anche l’Abruzzo “e che in autunno partirà una mostra che continuerà per tutto il 2018 che vede coinvolte arte e scienza, partendo da Einstein, dalle prime scoperte scientifiche che hanno cambiato la percezione del mondo, e che lo farà con due soggetti importanti: l’agenzia spaziale di Roma Asi e l’Isitituto di fisica nucleare del Gran Sasso” Infn, augurandosi che questa questa collaborazione tra storia e novità, sia il motore propulsore del cuore del capoluogo.

Niente da eccepire per quando riguarda il progetto, anzi sono contento che il Maxxi che rappresenta l’arte contemporanea in Italia e nel mondo porti un tale progetto.

Quello che non comprendo è che in parte mi irrita, è come mai a L’Aquila nessuno a L’Aquila ha ricordato al segretario Barrera che una manifestazione tra arte e scienza in questa città non è una novità, come lo intende lui, ma che sono state da me realizzate già nel 2000, nel 2005 ed infine nel 2007 grazie all’allora assessora alla Cultura del comune dell’Aquila Annamaria Ximenes al Museo di Santa Maria dei Raccomandati, dove parteciparono su mio invito con delle loro installazioni l’Infn, l’Alenia Space e l’Università attraverso il prof. Umberto Villante oltre che con il patrocinio dei beni culturali.

Si organizzarono anche conferenze serali, sul  tema della mostra, dal titolo “Technology Art tra arte & Scienza L’Universo L’Uomo il Mito” fu un vero successo con oltre 22.000 visitatori, nessuno si aspettava quel risultato, neanche io.

Dopo solo sette mesi mi fu clonata la mostra che venne ripetuta al Castello cinquecentesco dell’Aquila organizzata  sempre con i stessi attori con in più l’agenzia spaziale italiana Asi, e realizzando addirittura le stesse installazioni già avvenute nella mia manifestazione.

Il prof. Villante all’inaugurazione della mostra al castello,di fronte alla platea di personalità politiche e culturali dichiarò che quella fosse una sua idea che finalmente si realizzava. 

Il mio stupore fu che il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e la stessa assessora alla cultura Annamaria xmenes presenti  alla platea, non dissero nulla in difesa di un progetto anche da loro finanziato con la messa a disposizione dell’intero complesso museale di Santa Maria dei Raccomandati

Il giornale dell’epoca attraverso un articolo riportava le frasi dell’allora soprintendente che disse che la mostra era la più innovativa ed importante che si fosse  mai realizzata negli ultimi anni in Italia.

Ora lo stesso segretario Barrera dice più o meno le stesse cose.

Lascio a voi tradurre tutta la situazione, voi che siete stati testimoni insieme ai tanti visitatori aquilani e stranieri venuti alla mostra nell’Agosto del 2007 durante la Perdonanza Celestiniana.

Io dico soltanto che sono felice che si siano svegliati gli altri verso un progetto che inizialmente sembrava inconcepibile, e che oggi invece è copiata in tutta Italia ed all’estero, voglio con questa lettera ribadire che almeno per una volta questa città è stata un laboratorio culturale di grande innovazione, e spero che almeno qualcuno dei politici e degli esponenti culturali di questa città cominci a difendere ed a riappropriarsi delle  nostre le nostre idee, non lo dico solo come artista ma soprattutto come Aquilano, non abbiamo bisogno del famoso detto del milanese che viene da noi ad insegnarci come si fa, perché se lo fa un locale forse non è buono, è ora che anche noi reagiamo a queste stupidità, per il resto noi dobbiamo solo essere orgogliosi di un qualcosa che oggi ci plagiano da tutte le parti.