L’AQUILA – Il Consiglio di Stato ha bocciato in via definitiva il ricorso elettorale del centrosinistra nel consiglio comunale dell’Aquila sull’esito delle elezioni del giugno 2017. Confermando così la decisone di luglio scorso, del Tar, che aveva dichiarato inammissibile il quesito.
La maggioranza di centrodestra è duqnue salva, e tramonta devinitamente lo spauracchio dell”’anatra zoppa”.
Qualora i giudici amministrativi avessero accolto l’istanza dei ricorrenti, il sindaco Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia, da oltre un anno e mezzo alla guida della città, si sarebbe ritrovato senza i numeri sufficienti per amministrare.
“Come previsto la sentenza conferma la volontà popolare, espressa in maniera cristallina dagli aquilani il 25 giugno dello scorso anno – ha dichiarato il sindaco – il Consiglio di Stato si è pronunciato, chiarendo inequivocabilmente e oltre ogni ragionevole dubbio che il ricorso, a prescindere dall’ormai famoso seggio 41, era pretestuoso e che questa maggiorana era pienamente legittimata ad amministrare la città”.
“Ho sempre nutrito la massima fiducia nelle nostre posizioni, oltre che nella magistratura. Un ringraziamento va ai legali del collegio difensivo, in particolar modo all’avvocato Raffaele Daniele, che mi ha rappresentato nelle fasi del giudizio, ha proposto l’appello incidentale ed è risultato determinante nella vittoria nel secondo grado di giudizio della giustizia amministrativa. Vado avanti con grande serenità, con grande umiltà e con tutto l’impegno che posso per servire la mia comunità” conclude il primo cittadino.
I giudici amministrativi si erano riuniti a Roma il 6 dicembre, e le parti hanno deciso di non discutere. Aseguire giornate di fiato sospeso in attesa della sentenza, che è arrivata in mattinata.
Il ricorso è stato curato dagli avvocati Claudio Verini, Maurizio Capri e, in ultimo, da Alfonso Celotto, mentre a difendere il centrodestra sono stati gli avvocati Raffaele Daniele, consigliere comunale dell’Udc e Roberto Colagrande.
I ricorrenti avevano chiesto e ottenuto il riconteggio delle schede di alcune sezioni elettorali, con l’obiettivo di far recuperare alla coalizione sconfitta 41 voti che le sarebbero mancati per raggiungere al primo turno l’agognato 50 per cento più uno, potendo quindi, a quel punto, rivendicare la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale.
Il ricorso del centrosinistra era stato sottoscritto, oltre che dal candidato sindaco sconfitto al ballottaggio Americo Di Benedetto, da lo stesso Capri, Emanuela Di Giovambattista, Fabrizio D’Alessandro, Stefano Palumbo e Stefano Albano del Partito democratico, Sergio Ianni di Abruzzo civico, Gianni Padovani dei Socialisti, Fabrizio Ciccarelli, Antonio Nardantonio e Paolo Romano del Passo possibile, Massimo Scimia di Cambiare Insieme.
A rientrare in Consiglio nel caso in cui l’avessero spuntata i ricorrenti sarebbero stati Capri, Di Giovambattista e D’Alessandro del Pd, Ianni di Abruzzo civico, Padovani dei Socialisti, Ciccarelli del Passo possibile, ma anche Giorgio Spacca di Articolo 1, Anna Lucia Bonanni di Coalizione sociale e Fabrizio Righetti del Movimento 5 stelle che però non hanno sottoscritto il ricorso.
REAZIONI
“Finalmente i giudici del Consiglio di Stato hanno messo la parola fine a una vicenda che non sarebbe neanche dovuta iniziare. Hanno stabilito che il ricorso era infondato e, nonostante il giudizio del Tar, gli intrepidi quanto spregiudicati ricorrenti hanno inteso comunque proseguire nell’assurda battaglia giudiziaria. Una battaglia persa in partenza, nonostante l’intervento di un principe del foro a cui si sono appigliati gli esclusi dal Consiglio comunale che hanno ingessato la città con ricorsi e cavilli, mostrando di essere i veri e unici nemici dell’Aquila”, ha commentato Michele Malafoglia, portavoce aquilano di fratelli d’Italia.
“Dopo la pietra tombale del Consiglio di Stato, ci auguriamo che anche i più ostinati si decidano ad accettare la volontà popolare, che alle elezioni comunali dell’Aquila si era espressa con assoluta chiarezza e che la magistratura amministrativa ha ancora una volta confermato”, ha dichiarato il senatore, Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’.
“Le decisioni della magistratura anche in materia elettorale vanno rispettate e, quindi, il pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso di alcuni rappresentanti del Centrosinistra fa chiarezza e dice la parola fine sull’esito elettorale del 2017, confermando al Sindaco la sua maggioranza consiliare”, ha commentato il gruppo di opposizione dell’Italia dei valori.
“Ora, il sindaco ha la maggioranza numerica per amministrare, ma forse non quella politica per realizzare il suo programma elettorale di cambiamento e di rilancio dell’azione amministrativa. Sono, infatti, evidenti e plateali le divisioni nella Coalizione di maggioranza, gli scontri fra gruppi ed all’interno dei gruppi consiliari e, soprattutto, l’ingerenza dei vertici regionali di alcuni partiti nelle vicende politiche cittadine, che bloccano le attività municipali. La città con i suoi tanti problemi, vecchi e nuovi, dalla ricostruzione al lavoro, aspetta dall’Esecutivo comunale e dall’amministrazione tutta risposte concrete ed urgenti e non capirebbe ulteriori tatticismi politici o beghe da cortile”.






