L’AQUILA – Solo pochi giorni fa, il 15 agosto 2011, Abruzzoweb aveva denunciato la pericolosa presenza di amianto in Viale della Croce Rossa, a pochi passi dai luoghi della movida notturna.

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Questa mattina l’Asm ha iniziato i lavori di incapsulamento e copertura del sito, per evitare che le polveri di amianto si disperdino nell’aria.

“Nonostante non sia di nostra competenza, ma della ditta che il 20 aprile 2009 si incaricò dell’abbattimento dell’autoricambi Lorenzini – ha affermato il direttore dell’Asm Luigi Fabiani – l’azienda ha ritenuto di dover intervenire a tutela della salute dei cittadini”.

Il problema risiede nel fatto che il sito di viale della Croce Rossa è di proprietà di un privato e non del Comune e che lo stesso privato, il 20 apile 2009, appena due settimane dopo il terremoto, “volle affidare i lavori di abbattimento dello stabile, che era stato fortemente danneggiato ed era pericolante, a una ditta privata” ha spiegato Fabiani.

Lo stabile è stato abbattuto, ma le macerie non sono state smaltite secondo la normativa vigente. Secondo la legge europea chi produce rifiuti deve incaricarsi anche del loro smaltimento, quindi l’Asm non può occuparsi della loro rimozione.

La ditta che all’epoca fece i lavori non è stata ancora rintracciata: non si sa se sia dell’Aquila o di fuori città. Nel caos post sisma molti lavori non sono stati registrati nel modo dovuto e tra i documenti dell’abbattimento dell’autoricambi non è stato ancora possibile risalire al nome della ditta.

Un’ordinanza comunale ha permesso all’Asm di intervenire per rendere igienico il sito.

“Quello che stiamo facendo – ha continuato Fabiani – è un’operazione di incapsulamento e copertura della zona. Abbiamo spruzzato un gas collante sulle macerie affinché le polveri sottili d’amianto non si disperdano nell’aria e nell’ambiente, poi abbiamo messo dei teli protettivi in modo che non siano esposte alle intemperie e continuino a deteriorarsi. Inoltre abbiamo transennato la zona in modo che non sia più possibile avvicinarsi ai detriti. Non possiamo fare altro, la rimozione e lo smaltimento, ripeto non sono di nostra competenza”.

Fabiani tranquillizza i cittadini “il lavoro che abbiamo fatto rende la zona sicura. Non ci sarà più il pericolo delle polveri. Adesso si può solo aspettare che si rintracci la ditta e che gli si addebitino le dovute responsabilità per il mancato smaltimento”. (a.c.)

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