L’AQUILA – Legambiente e Italia Nostra dicono no all’auditorium progettato da Renzo Piano che dovrà sorgere al parco del Castello, in quanto “un’opera di forte impatto ambientale e paesaggistico, che non serve a molto e che visti i costi ingenti non sarà assolutamente provvisoria”.
Progettata per sostituire temporaneamente l’auditorium che si trova all’interno del Castello, che ospitava l’attività sinfonica della società Baratelli, reso inagibile dal sisma del 6 aprile 2009, la nuova sala musicale, interamente finanziata dalla Provincia autonoma di Trento, sorgerà all’interno del parco del Forte Spagnolo nella piazza delle Medaglie d’Oro, occupandone circa 500 metri quadrati.
La struttura, secondo il progetto, sarà costituita da tre grandi cubi di legno, di cui quello centrale supererà i 20 metri di altezza.
“In questo modo – contesta Franco Salvati di Legambiente L’Aquila – verrà rovinata la visuale che si ha del Forte dalla fontana Luminosa. Il parco del Castello, infatti, era stato concepito per consentire la visione del bastione, quindi si verrebbe a compromettere un bene architettonico della città. Sarebbe un danno ambientale, storico e monumentale”.
Oltre a essere di forte impatto architettonico, l’opera viene criticata anche perché sarebbe superflua. “L’opera viene giustificata con l’intenzione di mantenere il rapporto della cittadinanza con il suo centro storico – spiega Fausto Corti, presidente della sezione dell’Aquila di Italia Nostra – rivitalizzato con la creazione di un luogo per lo spettacolo. Ma già da mesi ha riaperto all’interno del centro storico il Ridotto del Teatro comunale. In più c’è l’auditorium del conservatorio che ha 200 posti, e poi il progetto del teatro a piazza d’Armi per 800 persone, che costerà esattamente come questo del Castello, 6 milioni di euro, però conterrà il triplo dei posti”.
“Si prevede poi che i lavori per quest’opera inizino il 6 aprile prossimo e vengano completati a fine 2011 – prosegue – Quindi a 2 anni e 8 mesi dal terremoto noi staremmo ancora spendendo dei soldi per un’opera provvisoria invece di risanare quelle già esistenti”.
“Se c’è l’intenzione di realizzarla comunque – conclude Corti – chiediamo al Comune che venga però trovata un’altra sistemazione per quest’opera. Da cittadini comunque preferiremmo che 6 milioni di euro vengano utilizzati per riparare l’esistente e non per creare dei doppioni di quello che già c’è”.



