L’AQUILA – “A quasi due mesi dall’incontro tra il sindaco Massimo Cialente e il ministro della Difesa Roberta Pinotti nessun atto ufficiale è stato siglato e l’attuale accordo di comodato d’uso è prossimo alla scadenza”. 

L’Udu interviene sul proseguimento della convenzione per la Casa dello studente alla caserma Campomizzi e lancia l’allarme sul rinnovo non è ancora arrivato.

“Questo porta al rischio oggettivo di perdita dell’unica residenza universitaria pubblica della nostra città, in quanto il comodato che la assegna è in scadenza a settembre 2015 – scrive l’Udu – La residenza Campomizzi è stata ottenuta dalle battaglie che gli studenti fecero nel post-sisma e da allora ha svolto un ruolo importantissimo nel calmieramento del mercato degli affitti, permettendo così a molti studenti di avere una dignitosa vita universitaria. La sua perdita sarebbe una presa in giro e ridurrebbe la città universitaria ad un mero slogan, in particolare in un momento in cui la disattenzione sulle questioni studentesche regna sovrana”.

“La Regione Abruzzo ha già dato prova di forte disinteresse nei confronti degli studenti – prosegue – basti pensare al rischio di chiusura delle mense universitarie palesatosi nel periodo ottobre-novembre 2014 e risoltosi solo grazie alla dura battaglia che fecero gli studenti. O, ancora, al mancato rinnovo del cda  dell’Adsu che, tra il regime di prorogatio iniziato a giugno 2014 e la sua definitiva scadenza avvenuta a inizio 2015, si porta oramai, vergognosamente, un anno di ritardo. Un anno in cui, non solo l’ente si è trovato senza un organo di indirizzo, ma in cui gli studenti non hanno avuto una rappresentanza in un luogo in cui si prendono decisioni sulla loro vita quotidiana”.

“Chiediamo che la Regione inizi a dare un segnale in interesse nei confronti degli studenti impegnandosi a portare al termine al più presto il rinnovo del comodato d’uso con il Ministero della Difesa. Non farlo sarebbe un attacco gravissimo ai diritti di studentesse e studenti che già a novembre, con il rischio di chiusura delle mense universitarie, hanno dimostrato di avere poca voglia di stare a guardare”, conclude l’Udu.