L’AQUILA – Autorizzato, con determina del Provveditorato delle Opere Pubbliche, l’affidamento dei “lavori di consolidamento del monastero della Beata Antonia, con il cantiere che, salvo ricorsi, potrebbe aprire entro l’estate.
Come si legge sul quotidiano Il Centro, la scelta dell’impresa sarà fatta tra le sette ditte che hanno presentato l’offerta mediante la procedura negoziata, senza bando e previa consultazione di almeno dieci operatori economici. Il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta più vantaggiosa a livello economico.
In particolare, si legge sulla determina, che le spese per i lavori hanno “copertura economica per 4 milioni a valere sui fondi previsti dalla delibera Cipe numero 44 del 2012 e per 600mila euro mediante rimodulazione dei fondi della stessa delibera, come da nota del 7 luglio 2021”. La base d’appalto in riferimento alle opere edili è poco più di 3 milioni.
Nel progetto si spiega inoltre che “l’aggregato oggetto di intervento è in effetti costituito da due unità strutturali ben distinte per caratteristiche e tecniche costruttive: un corpo A, di antica origine e costituito dalla chiesa della Beata Antonia, con annesso porticato e dai due bracci corti del monastero; un corpo B di realizzazione novecentesca prospiciente la via Sallustio, prima del sisma adibito ad attività didattiche. Il presente progetto riguarda esclusivamente il corpo A”
In pratica, la parte del monastero su cui interviene il Provveditorato è quella “pubblica” che dà su via Sassa con annessi chiesa e portico, mentre quella che invececonfina con via Sallustio, che prima del terremoto del 2009 era uno studentato di proprietà delle suore Clarisse rientra nella ricostruzione privata. E’ stata demolita proprio recentemente e i lavori hanno anche riportato alla luce la parte storica della struttura, oggi oggetto della procedura negoziata avviata dal Provveditorato.





