L’AQUILA – “Non è stato elaborato uno studio di prefattibilità ambientale” e “le indagini preliminari non appaiono approfondite in maniera sufficiente a definire un quadro conoscitivo esaustivo del contesto in cui è inserita l’opera”.
È un passaggio della lettera che il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Paolo Aielli ha inviato alla Gran Sasso Acqua e al Comune dell’Aquila contenente alcune annotazioni sul mega progetto per la realizzazione dei sottoservizi nel centro storico cittadino.
Un appalto da 38 milioni di euro per il primo lotto che insiste sull’asse centrale, per un intervento complessivo di 80 milioni di euro finanziato con fondi Cipe.
“Si tratta solo di un documento tecnico – commenta lo stesso Aielli – contenente approfondimenti tecnici, aspetti che si devono chiarire, proprio per evitare eventuali ritardi nei lavori e per fa sì che questa sia un’opera coerente con l’intera opera di ricostruzione dell’area”.
Nel documento, Aielli spiega che “la relazione geologica, nel definire la sismicità dell’Aquila, non è adeguata al decreto ministeriale del 2008 e che la stazione appaltante non ha ottemperato alla verifica preventiva dell’interesse archeologico”.
Vengono fatti degli appunti anche sul progetto definitivo redatto dall’Ati “in merito al rapporto tra le dimensioni delle sezioni trasversali previste per le gallerie e per la polifera e le larghezze delle strade interessate dai lavori (l’asse centrale)”.
Mancherebbero, secondo Aielli, anche “indagini finalizzate all’analisi del rischio indotto dalla realizzazione dei cunicoli sugli edifici prospicienti lo scavo, in modo da assicurarne stabilità e integrità, e sull’assenza di espliciti chiarimenti in merito alla responsabilità e all’indennizzo di eventuali, o maggiori, danni che potrebbero determinarsi negli edifici già riparati o in attesa di intervento”.
Il direttore dell’Usra sottolinea infine la “mancata richiesta di parere alla Soprintendenza. Cosa che obbliga la Gran Sasso acqua ad astenersi dall’avvio dei lavori e ad eseguire un’analisi approfondita della fattibilità dell’intervento”.
Il progetto già in passato ha superato l’ostacolo di un ricorso al Tar dell’Abruzzo, poi respinto, presentato dall’azienda rimasta esclusa dall’aggiudicazione dell’appalto vinto a settembre 2013 dalla Acmar, Taddei ed Edilfrair, riunite in un’associazione temporanea di imprese.
DI BENEDETTO: ”UN FULMINE A CIEL SERENO, MA AVANTI CON I LAVORI”
Un fulmine a ciel sereno”. Così Americo Di Benedetto, presidente della Gran Sasso Acqua, commenta le osservazioni fatte da Paolo Aielli dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila al progetto sulla realizzazione della rete di sottoservizi del centro storico.
“Non voglio fare polemica – spiega – ma si tratta di dichiarazioni decontestualizzate nei tempi, perché arrivano a pochi giorni dall’avvio dei lavori, e nella sostanza. Inoltre il Consiglio di Stato ha dato già il via libera al progetto”.
Per Di Benedetto il documento di Aielli è “fuori luogo visto che si è nella fase in cui l’iter è già concluso. Inoltre ci sono, nella nota, cose che non rispondono al vero e non rientrano neanche nelle competenze dell’Usra”.
Il presidente della Gsa ricorda che il contratto con l’Ati è stato firmato e che le procedure per la realizzazione dell’opera andranno avanti.
Martedì prossimo si terrà un vertice a cui parteciperà anche Aldo Mancurti, responsabile del Dipartimento dello sviluppo delle economie territoriali.
Il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, ha parlato di una “fase normale di adeguamento”, tagliando corto, per poi definirle in un secondo tempo “osservazioni inopportune” . Elisa Marulli



