L’AQUILA – “Uno scippo ai danni dell’Agenzia delle entrate dell’Aquila, con l’istituzione dell’area accertamento ad Avezzano che, in realtà, spetterebbe al capoluogo”.

È quanto lamenta il personale dell’Agenzia dell’Aquila, che stamattina si è riunito in assemblea per manifestare il proprio dissenso rispetto a tale ipotesi.

“Di fatto la città dell’Aquila viene scippata di una funzione importante e strategica con modalità poco chiare e nettamente in contrasto con i principi che hanno ispirato la creazione delle direzioni provinciali”, si legge in una nota dei dipendenti dell’ente.

“Per questo motivo – prosegue la nota – verrebbe ricostituito, per Avezzano, e solo per Avezzano come unico esempio nazionale, un ufficio locale (tutti sopressi dal 2009 al 2010) che avrà la competenza di accertare imprese minori e soggetti rientranti nel proprio comprensorio”.

“Questo compito – spiega – spetterebbe non a singoli ed ex uffici locali, ma all’area accertamento di livello provinciale”.

“Per questo ci chiediamo – conclude la nota – che cosa è successo, chi sono i registi e gli attori che hanno agito affinché tutto ciò potesse essere possibile e soprattutto quali sono le vere ragioni per stravolgere l’organizzazione dell’agenzia solo nel nostro territorio e depredare la città dell’Aquila?”.

IL SINDACO: “LA QUESTIONE NON E’ CHIUSA”

“Piena solidarietà ai dipendenti della Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate e condivisione rispetto al documento che hanno sottoscritto oggi a seguito dell’assemblea straordinaria tenutasi stamane”.

È quanto ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, dopo aver letto il testo sottoscritto dai lavoratori.

“Mi unisco alla contrarietà esternata dai dipendenti – ha proseguito Cialente – rispetto ai contenuti dell’informativa resa nota dalla stessa Agenzia delle Entrate. A quanto si apprende dalla nota, infatti, vi sarebbe la volontà di istituire ad Avezzano l’Area accertamento che, per espresse disposizioni dell’Agenzia,deve essere localizzata nel capoluogo. Verrebbe dunque ricostituito, a quanto si apprende, per Avezzano, e solo per Avezzano in tutta Italia, un ufficio locale, dopo la loro soppressione operata tra il 2009 e il 2010″.

“Un atto inspiegabile e non funzionale, tra l’altro, al lavoro dell’agenzia, una vera e propria ingiustizia resa ancora più inaccettabile data la condizione di gravi disagi e persistenti difficoltà legate alla fase post sisma. Sono stupito e amareggiato soprattutto perché avevo avuto ampie rassicurazioni da parte del direttore dell’Agenzia Attilio Befera, a seguito di una mia nota e di colloqui intercorsi. Per questa ragione intendo andare a fondo alla vicenda, capire come mai è stata presa questa decisione, chi c’è dietro una volontà tanto inspiegabile, illogica e poco chiara”.

“La questione – ha concluso il sindaco – per quanto mi riguarda non è affatto chiusa qui. Trovo ancora una volta intollerabile che si tentino operazioni di sciacallaggio approfittando di una nostra momentanea condizione di difficoltà. Su questo non transigo e pertanto mi batterò fino in fondo”.
 

APPELLO PER L’AQUILA AL FIANCO DEI DIPENDENTI

“La decisione dell’Agenzia delle entrate di istituire un’area di accertamento ad Avezzano e una struttura delocalizzata a Sulmona a scapito dei lavoratori  e degli utenti aquilani, non può che lasciarci sconcertati”.

È quanto si legge in una nota di “Appello per L’Aquila”, il movimento civico che sostiene la candidatura a sindaco di Ettore Di Cesare.

“Ci si aspetterebbe dalle strutture centrali un’attenzione diversa nei confronti del nostro territorio tendente a rafforzare il ruolo e l’occupazione nella nostra città. Si sceglie invece la strada opposta creando i presupposti per la perdita e spostamento di posti di lavoro che sicuramente non aiuta un territorio in difficoltà”.

“Non è tollerabile nella grave crisi occupazione la perdita e lo spostamento anche di un solo posto di lavoro”, ha dichiarato Ettore Di Cesare, candidato sindaco della coalizione di liste civiche Appello per L’Aquila, “il nostro territorio non può permetterlo. Aspettiamo un tempestivo intervento del Presidente della Regione e di quello della Provincia, finora silenti sulla vicenda come del resto su tutte le situazioni che richiedono la tutela dei diritti della nostra città”.