L’AQUILA – Entro 30 giorni, a partire da oggi, la società Xpress Srl, società che gestisce l’aeroporto dei Parchi della frazione aquilana di Preturo e a cui è stata revocata la concessione per gravi inadempimenti, deve cessare ogni attività e riconsegnare il bene all’ente proprietario.
È quanto riportato nel provvedimento esecutivo del settore Rigenerazione urbana, Mobilità e Sviluppo del Comune dell’Aquila, illustrato questa mattina in una conferenza stampa, dall’assessore alla Mobilità, Carla Mannetti e dal dirigente del settore, l’avvocato Domenico De Nardis e il funzionario Fabrizio De Carolis.
“Abbiamo concordato una serie di attività da porre in essere, per prima cosa un nuovo avviso per la futura gestione, poi, nelle more, il Comune dovrà organizzarsi e gestire in proprio l’aeroporto, nominando un responsabile e attraverso una delle società partecipate, o l’Ama, oppure il Centro Turistico del Gran Sasso”, ha annunciato Mannetti.
Sull’interrogazione che il consigliere Giorgio De Matteis, eletto come Mannetti tra le fila di Fratelli d’Italia, ha presentato proprio all’assessore alla Mobilità, ha spiegato: “De Matteis ha fatto bene, anche se era a conoscenza del lavoro che stavamo portando avanti, non c’è nulla di male a presentare un’interrogazione su un tema così importante”, ha detto Mannetti.
“La nostra posizione politica è ben nota ora. Abbiamo sempre contestato la scelta della precedente Giunta di dare una disposizione commerciale allo scalo di Preturo che invece, secondo noi, ha una naturale vocazione aeroportuale di Protezione civile. Dopo un iter davvero molto faticoso, siamo giunti alla sua conclusione con questo provvedimento di revoca”, ha spiegato l’assessore, ricordando che “l’aeroporto è stato chiuso al traffico nel 2015 per due anni, tempo in cui è stato lasciato in totale abbandono”.
Il tutto confermato da un sopralluogo effettuato dall’amministrazione comunale nel giugno scorso: “In quell’occasione – ha aggiunto Mannetti – abbiamo potuto ravvisare come lo scalo versasse in uno stato di degrado e completo abbandono: la società concessionaria svolgeva una semplice attività di custodia e di assistenza all’aviazione generale, per l’elisoccorso della Asl per esempio”.
Inoltre, “c’era addirittura una discarica abusiva di rifiuti speciali, per cui c’è un processo penale in corso, un milione e mezzo di rifiuti da demolizione e terre di scavo all’interno dell’area aeroportuale – ha precisato De Nardis – La revoca nasce proprio dal fatto che la società è venuta meno alle obbligazioni assunte”.
Mannetti ha concluso, sottolineando che “si aprono scenari interessanti per la Scuola di volo, per i voli turistici, per la Protezione civile e per le manutenzioni, potrebbe infatti rappresentare un ‘punto facilitatore’ per gli aerei”.





