L’AQUILA – “Tutti dobbiamo accettare di contemplare, come Mosè, la meta dei nostri sogni, consapevoli che è rimasta tanto lontana. Come quando si contemplano opere d’arte incompiute, ma sempre opere d’arte”.

Passa ad altri il testimone della ricostruzione, ma senza rimpianti, l’ormai ex arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, che nella santa messa di oggi alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio ha pronunciato la sua ultima omelia prima di lasciare l’incarico.

E il testimone passerà al nuovo arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi, 65 anni, che proprio ieri ha ricevuto il pallio da papa Francesco.

Rivolgendosi ai fedeli, Molinari ha premesso che “il termine del mio servizio episcopale, non è una punizione divina. È il concludersi normale (secondo le leggi della Chiesa) di una stagione ricolma di tante benedizioni e grazie del Signore”.

Tuttavia ha ammesso che “la storia di Mosè mi affascina molto”, in particolare perché “dopo tante lotte e incredibili sacrifici, proprio mentre sta realizzando il suo progetto (che era lo stesso progetto affidatogli da Dio!) viene privato della gioia di calpestare il suolo di quella ‘Terra’”.

Molinari assicura di avere “la consapevolezza che se qualcuno ha avanzato critiche su di me, lo ha fatto giustamente. La mia incredulità e le mie infedeltà sono state immensamente più grandi di quelle di Mosè”.

“Ringrazio quei fratelli (pochi, in verità, di fronte alla schiera immensa di coloro che mi hanno sempre dimostrato tanto amore) – insiste – che nella verità (perché ciò che fa veramente male sono le accuse ingiuste e false), con le loro critiche mi hanno ricordato, in questi anni, che sono anch’io un povero peccatore, bisognoso di conversione!”.

Inevitabile nel finale un passaggio sul sisma del 2009. “Preghiamo ancora una volta, questa sera, per le vittime del sisma, per i loro parenti, per chi ha più responsabilità nell’opera di ricostruzione, ormai non più rinviabile”, con lo stimolo finale.

Infine il saluto. “Carissimi fratelli e sorelle, pregate per me, perché sappia fare, soprattutto in questo momento, con gioia e fede grande, tutta la volontà di Dio. Solo in quella volontà c’è la nostra pace. Io pregherò sempre per voi. Non vi dimenticherò”.

L’OMELIA COMPLETA (Pdf, 150 Kb)