L’AQUILA – Si è spento a Bologna Claudio Abbado, 80 anni, uno dei più illustri direttori d’orchestra del mondo.
Il nome di Abbado, che era senatore a vita, è legato in maniera stretta a quello dell’Auditorium del Parco del Castello dell’Aquila, progettato da Renzo Piano.
È stato proprio il maestro, infatti, a tenere il primo concerto della breve storia della struttura, il 7 ottobre 2012, dirigendo l’orchestra Mozart di Bologna, alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Le sue condizioni di salute erano da tempo piuttosto precarie e una settimana fa aveva dovuto annullare un concerto a Bari.
Era stato nominato a palazzo Madama il 30 agosto 2013 e a dicembre aveva deciso di rinunciare allo stipendio da senatore per devolverlo alla scuola di Musica di Fiesole a sostegno di borse di studio.
Abbado era stato tra le altre cose direttore musicale della Scala, della Staatsoper di Vienna e direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di Berlino. (e.m.)
LEONE: “L’AQUILA PIANGE IL ‘SUO’ MAESTRO’”
Il vice sindaco e assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila, Elisabetta Leone, e l’intera Giunta comunale esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa del maestro Abbado.
“Sono profondamente costernata – dichiara la Leone – e con me l’intera Giunta, per la scomparsa del maestro Claudio Abbado, una grande figura del mondo della cultura e della musica. Una personalità che ha dato un contributo di straordinario rilievo alla crescita del Paese e all’affermazione dell’immagine dell’Italia, nel resto del mondo, quale patria di talenti e fucina di cultura”.
“La Città dell’Aquila lo ricorda con particolare affetto e ne piange la scomparsa con grande commozione, in virtù della vicinanza più volte espressa e concretamente dimostrata al capoluogo d’Abruzzo, soprattutto a seguito del sisma del 6 aprile 2009 – aggiunge – Il maestro Abbado, che tenne un memorabile concerto all’Aquila nel giugno 2009, dopo il sisma che aveva devastato la città e distrutto i suoi luoghi di cultura e di spettacolo, si impegnò in prima persona per restituire questi spazi, vitali per la comunità”.
Per tale ragione, prosegue, “ha avviato un proficuo dialogo con un altro grande maestro, l’architetto Renzo Piano, suo amico ed estimatore, affinché dotasse la città di una struttura che, temporaneamente, sostituisse l’Auditorium ‘Nino Carloni’, reso inagibile dal sisma. Fu proprio Claudio Abbado, insieme con la straordinaria Orchestra Mozart, a inaugurare, con uno storico concerto, l’Auditorium del Parco, nell’ottobre del 2012”.
“Un atto di eccezionale generosità nei confronti dell’Aquila, in linea con altre encomiabili iniziative del maestro, come quella di devolvere il proprio stipendio di senatore a vita alla Scuola di Musica di Fiesole, affinché donasse borse di studio a giovani musicisti meritevoli – scrive ancora la Leone – La sua straordinaria parabola nella musica, che lo ha portato, negli anni, tra le altre cose, alla direzione musicale della Scala, della Staatsoper di Vienna e della Filarmonica di Berlino ha, proprio in questa dimensione di sensibilità umana, un ulteriore arricchimento”.
“La città dell’Aquila oggi piange il ‘suo’ maestro, per aver dato a tutti noi uno sprone e una segnale di nuova vita e di speranza e, soprattutto, per aver creduto, concretamente, nella sua rinascita”, conclude il vice sindaco.
ISTITUZIONE SINFONICA: “LAVOREREMO IN SUA MEMORIA”
“Quando un artista come Claudio Abbado ha donato così tanto alla cultura e all’Italia non si può far altro che ricordare tutto il bene ricevuto. L’Istituzione Sinfonica Abruzzese, una delle 13 Ico italiane (Istituzioni Concertistico Orchestrali), vuole ricordare, in questo giorno di tristezza, quanto di buono ci ha lasciato un grande personaggio della musica italiana”.
È quanto si legge in una nota della stessa istituzione. Poi l’annuncio: “Ricorderemo il grande direttore d’orchestra con la costante passione che ci contraddistingue, suonando ogni giorno nei luoghi deputati alla cultura e in ogni piazza dove potremo esibirci”.
“Non è trascorso in questi anni un solo giorno – prosegue la nota – in cui Abbado non abbia espresso preoccupazione sulla situazione culturale, sempre più abbandonata dalle istituzioni; una vita, la sua, spesa a favore della musica a contatto con i giovani, futuro del nostro Paese”.
“La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti. Faremo nostra questa affermazione continuando a lavorare in memoria di un grande personaggio che ha contribuito a formare la storia musicale italiana”, conclude l’Isa.
LA ”BARATTELLI”: ”LEGAME SPECIALE CON L’AQUILA”
“La scomparsa di Claudio Abbado ha colpito, nel profondo del cuore, anche la città dell’Aquila. Un legame speciale, unico e prezioso ha sempre unito il direttore milanese all’intera comunità aquilana”.
Lo afferma in una nota la Società aquilana dei concerti “Barattelli”.
“La sua prima visita alla città risale a quasi sessant’anni fa: giovanissimo, appena ventunenne, Abbado non aveva ancora debuttato come direttore d’orchestra e stava intraprendendo una promettente carriera di pianista”.
“La Società aquilana dei concerti, alla sua nona stagione, lo invitò infatti insieme al padre, Michelangelo, allora direttore dell’Orchestra d’archi di Milano. Un concerto memorabile: padre e figlio si esibirono nella sede storica del Castello cinquecentesco il giorno dell’Epifania del 1955 e regalarono al pubblico una indimenticabile interpretazione, tra l’altro, del Concerto in re minore per pianoforte e archi di Johann Sebastian Bach”.
“Negli anni successivi Abbado ha voluto far sentire il suo interesse e la sua vicinanza in due dei momenti cruciali nella storia dalla città: il 13 giugno del 2009, a pochi mesi dal sisma del 6 aprile, offrì generosamente, all’Auditorium della Guardia di finanza, un altro concerto rimasto nella memoria di tutti gli aquilani: la sua visione tesa, acuta, lucidissima della Sinfonia Tragica di Schubert e della Sinfonia in sol minore di Mozart rimane uno dei punti più alti della vita musicale cittadina”.
“Fu proprio in quella occasione che nacque un progetto molto ambizioso: quello cioè di donare a L’Aquila e alla Società ‘Barattelli’ un nuovo auditorium destinato alla musica. All’idea aderì con entusiasmo, come si sa, l’architetto Renzo Piano, compagno di Abbado in tante avventure musicali”.
“Il 7 ottobre del 2012 l’Auditorium del Parco, sorto a pochi passi dal Castello cinquecentesco, reso inagibile dal sisma, si inaugurò alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E Claudio Abbado fu nuovamente protagonista, sempre insieme all’Orchestra Mozart, di un evento che rimane nella storia: un generosissimo concerto ancora un volta nel segno e nel nome, come sessant’anni prima, di Johann Sebastian Bach. Un cerchio che purtroppo si è chiuso, ma che vivrà perennemente nella memoria e nella riconoscenza dell’intera città dell’Aquila”.






