L’AQUILA – “Chi non è in regola sarà sanzionato a livello amministrativo e, se è il caso, anche a livello penale mediante denuncia alla Procura della Repubblica”.

Poche storie, per Nicola Trifuoggi, vice sindaco dell’Aquila, l’abusivismo non si tollera.

L’ex procuratore della Repubblica di L’Aquila e Pescara, nel corso della conferenza stampa di ieri nella sede della Polizia Municipale dell’Aquila sul progetto per il potenziamento delle attività di controllo e sicurezza del territorio, ha avvisato tutti su ciò che ha in mente per risolvere a modo suo l’annosa questione dell’abusivismo dell’Aquila post-terremoto, le famose ‘casette’ spesso costruite in zone a rischio idrogeologico.

“La situazione è complessa, ma il mio è uno sguardo tecnico, non politico”, le parole di Trifuoggi su un capitolo che in città tocca molti interessi e che a cinque anni dal sisma del 6 aprile del 2009, con l’ondata di costruzioni assolutamente non necessarie, cioè fuori dal discorso dell’emergenza, pare quasi incancrenito.

“Su questo problema ho già avvisato la Giunta, sono tutti d’accordo con me”, lapidario il pensiero dell’ex magistrato.

Dunque il vice sindaco comincia a mostrare i muscoli, se saranno in grado di debellare uno dei malanni aquilani si vedrà, dopo essere entrato a gennaio in Giunta in veste di uomo-simbolo della squadra del sindaco Massimo Cialente, prima dimissionario poi di nuovo al comando in seguito all’inchiesta ‘Do ut des’ su presunte tangenti legate agli appalti della ricostruzione che portò, tra l’altro, al siluramento di Roberto Riga dallo scranno occupato proprio da Trifuoggi dopo la breve parentesi di Betty Leone. (r.s.)