L’AQUILA – Le violenze sessuali sarebbero durate due anni e solo ora la vittima, una bambina di 10, avrebbe deciso di raccontare tutto.
È l’ennesima, terribile storia di violenza tra le mura domestiche quella che sarebbe avvenuta all’Aquila, all’interno di un appartamento di uno dei complessi del progetto C.a.s.e. della periferia Est della città.
Come scrive Il Messaggero, il sostituto procuratore della Repubblica, David Mancini, ha aperto un’inchiesta nei confronti di un pensionato aquilano di 71 anni, che avrebbe commesso atti di violenza sessuale nei confronti di sua nipote, minorenne.
Le violenze sarebbero andate avanti dal giugno 2011 al maggio 2013. Solo da poco la bambina avrebbe deciso di raccontare tutto alla mamma: le attenzioni particolari del nonno, che una volta le avrebbe preso la mano per poggiarla sui suoi organi genitali.
Per verificare la veridicità di questi racconti, il pm ha chiesto l’incidente probatorio, che si svolgerà con il sostegno e la supervisione di un team di psicologi.
La parte offesa è assistita dall’avvocato Francesco Valentini.





