L’AQUILA – A quasi 10 anni dal terremoto del 6 aprile ha riaperto i battenti la norcineria di Giorgio Mastrantonio, che si trova fuori Porta Napoli dal 1956.
Dal terremoto a oggi i suoi eredi hanno tenuto comunque l’attività, in uno spazio ridotto, che si trova vicino la storica sede che aveva subito parecchi danni.
L’inaugurazione, aperta alla città, c’è stata sabato 15 settembre, tra sorrisi, salumi artigianali di prima scelta e formaggi nostrani, dal sapore forte e deciso.
Giorgio oggi non c’è più, è venuto a mancare nel 2016 e non ha fatto in tempo a vedere i lavori di ristrutturazione, l’attività oggi è portata avanti da una “tribù” quasi tutta in rosa, composta dalle figlie Loredana, Enrica e Stefania, insieme al nipote che porta il suo nome e dal fratello Antonio, classe 1945, con ancora tanta voglia di fare.
“Sono stati anni difficili – spiega Antonio ad AbruzzoWeb – noi però non ci siamo mai fermati. Per non chiudere abbiamo attrezzato uno spazio accanto la sede e abbiamo tirato avanti fino a oggi”.
La famiglia Mastrantonio produce da generazioni specialità suine, con il procedimento di una volta.
“Siamo felicissimi di essere ancora qui. Noi la nostra città non l’abbiamo mai abbandonata e la fiducia dei nostri clienti ha sempre ripagato dei tanti sacrifici sia fisici che in termini economici. Speriamo e contiamo di continuare a essere un punto di riferimento per i tanti aquilani che non hanno dimenticato le tradizioni gastronomiche”, conclude.
“Ci addolora che papà non abbia fatto in tempo a vedere i locali rimessi a nuovo – aggiungono le figlie di Antonio – noi non abbiamo pensato nemmeno per un momento di chiudere tutto e dedicarci ad altro”.
“Siamo cresciute con questa attività nel dna, è una tradizione della nostra famiglia, che adesso porta avanti con noi anche Giorgio, che del nonno non ha solo il nome ma anche la voglia di fare che lo ha sempre contraddistinto. E andare avanti ricordando i suoi consigli ci riempie di orgoglio, un modo per onorare giorno per giorno il suo lavoro e i sacrifici fatti che ci hanno consentito di crescere”, concludono.






