L’AQUILA – L’arte, per il filosofo Theodor Adorno, è nella sua essenza anche provocazione e manifestazione di conflitto. E si può affermare che da questo punto di vista è arte ben riuscita “Inside out”, ovvero le oltre 2.000 foto dei cittadini dell’Aquila e dei territori del cratere sismico 2009, messe in mostra a piazza Duomo, ad opera dell’artista francese Jr, uno degli interventi del programma dell’Aquila capitale della cultura 2026.
Ad accendere le polemiche, infatti, non è tanto l’opera in se, che può piacere o meno, ma il suo costo: 304.353 euro iva inclusa, netti 249.470 euro, finanziati con il ricchissimo budget dell’Aquila capitale della cultura che grazie ai finanziamenti privati dispone di un budget faraonico di 20 milioni di euro.
Lo stanziamento è arrivato con la determinazione del 28 maggio del dirigente Fabio De Paolis del settore Aq progetti speciali, con procedura negoziata e con un ribasso d’asta del 0,001%. La proposta è stata fatta dall’Associazione Ars fore srl con sede a Milano, per il progetto Inside out project – the people’s art project by jr per L’Aquila 2026″, dell’artista Jr, che ha già realizzato, si ricorda nella determina, più di 2.600 group action in 152 Paesi con oltre 500.000 ritratti, dall’Ecuador al Nepal, dal Messico la Palestina, ispirando “azioni di gruppo su vari temi come la speranza la diversità e la violenza di genere il cambiamento climatico”.
A dar fuoco alle polveri, con una opposizione del centrosinistra ancora una volta in altre faccende affacendata, come pure una parte del centrodestra critica ma silente, l’agguerritissimo avvocato Fausto Corti, sulla sua seguita pagina facebook.
“L’installazione a Piazza Duomo costa 304.353 euro. Praticamente 150 euro a foto – scrive Corti -. Non discuto il prezzo, se è quello di mercato (cosa tutta da verificare per un giochino visto e rivisto). Ma trovo francamente immorale che una Città che cade a pezzi e non riesce a garantire alle persone i servizi essenziali (basti pensare ai trasporti o alla raccolta dei rifiuti) spenda una cifra simile per una performance che tra 3 giorni sparirà senza lasciare nulla. (E non, se proprio bisognava spendere, per un’opera d’arte fisica destinata ad arricchire stabilmente il patrimonio comunale). P.S. Ammetto però che una cosa di buono ha fatto: per qualche giorno sarà possibile passare in Piazza senza rischiare di essere accecati dal riverbero del sole sulla pietra bianca vice-sindacale”, con frecciata finale al vicesindaco Raffaele Daniele.
Tra i commenti spiccano quelli dell’ex sindaco del Pd Massimo Cialente: “Io penso che con quei soldi, ed altri che stiamo regalando, si sarebbe potuto fare un bando internazionale per università di tutto il mondo , per riportare alla luce la città di Amiternum”.
L’ex presidente dell’ordine degli ingegneri Paolo De Santis commenta “sono passato ieri in piazza duomo ed ammetto che forse non capisco l’arte. Il primo pensiero che mi è venuto in mente vedendo quella distesa di foto è stato il parallelo al monumento dell’olocausto di Berlino”.
Interviene anche Giuseppe Alfonso, fotografo aquilano: “con 150 euro alla tipografia ce ne stampavo 8, ho pagato foto più grandi di quelle, nemmeno 20 euro l’una, basta farsi un giro in tipografia. Poi essendo L’Aquila città della cultura, si coinvolge un fotografo francese? L’Aquila ne ha tanti di fotografi bravissimi”.
Atri commenti a spaglio: “Ma l’opposizione è impantanata da giorni sulle battute sessiste del sindaco, mica possono pensare a tutto oh!”, “piazza” trasformata in campo santo!”, “con 300.000 euro si potevano mettere a bando 6 borse a “prestito d’onore” per giovani residenti di età compresa tra 18 e 40 anni con un progetto imprenditoriale da realizzare. C’è alla base una visione miope sul futuro della città e sui problemi legati all’occupazione in genere e all’occupazione giovanile e femminile in particolare”.
C’è anche chi recrimina, come Sabatino Coccia: “ho chiesti 70.000 euro per uno spettacolo su Santa Caterina d’Alessandria di Buccio di Ranallo aquilano con repliche per una settimana nella chiesa di San Pietro a Coppito. 14 attori, coro, orchestra di musica antica, scenografia realizzata da L’Aquila Scena, costumi di Attilio Carota docente all’Accademia delle Belle Arti de L’Aquila + convegno su Buccio di Ranallo e il suo tempo. Risultato? Neanche il piacere di una risposta. W L’Aquila città della cultura degli altri”.
Particolarmente utile al dibattito quanto ricorda Fabio Liberati, operatore culturale e comunicatore: “nel 2021, il progetto RiAbitare con l’Arte con soli 54.000 euro dei fondi Restart e con un enorme sforzo di tante persone coinvolte, ha portato 13 artisti internazionali che hanno soggiornato 1 mese ciascuno nei paesi di Fontecchio, Ocre, Fossa e Barisciano; gli artisti hanno creato opere e installazioni insieme agli abitanti, generando un senso di arte partecipativa che ha visto coinvolte centinaia di persone di ogni età. Nonostante il successo quel progetto non ha potuto avere un seguito. evidentemente è costato troppo poco”.
Fuori dai social comunque l’opera ha avuto un buon apprezzamento, e tanti tra aquilani – in primis quelli fotografati -, e turisti, hanno affollato piazza Duomo.
Ha detto il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi.
“Questa installazione rappresenta l’essenza più profonda del nostro percorso come Capitale italiana della Cultura, attraverso gli oltre 2.000 volti in piazza Duomo non mostriamo solo un’opera d’arte, ma l’anima stessa di un territorio che ha saputo rialzarsi. C’è un legame indissolubile che unisce il capoluogo ai comuni del cratere: una condivisione non solo del dolore del passato, ma soprattutto di una visione del futuro. Inside Out trasforma la partecipazione collettiva in un manifesto visibile a tutti, dove ogni singolo ritratto è un tassello fondamentale della nostra identità culturale e sociale. Questa piazza, che per giorni sarà rivestita dai volti della nostra gente, è il simbolo del nostro orgoglio, della nostra rinascita e della forza straordinaria di un intero territorio che si riappropria dei suoi spazi attraverso la bellezza e la cultura”, conclude.
Gli fa eco dal suo profilo facebook il presidente della Regione, Marco Marsilio, “Buona domenica di sole. L’Aquila si riconosce. Volti, storie, appartenenza. “Inside Out” racconta una comunità che, anche nei momenti più difficili, non si è mai persa e non si è mai lasciata”.
C’è anche chi risponde a muso duro a fausto Corti e ai detrattori dell’istallazione.
L’attore Andrea Fugaro, ad esempio: “quella di JR è un’istallazione artistica, non un dipinto incastonato in un quadro o una scultura posta su un inamovibile basamento. Creando una dicotomia tra opera d’arte “fisica” e “non fisica” lei manda al bar l’intera Storia dell’arte concettuale e il ready made, relega allo scantinato il movimento della street art, salta a piè pari il movimento della Land art, non considera reale qualsiasi azione “performativa”, in cui ciò che resta non è, e non può essere, l’oggetto, ma ciò che l’azione provoca, o comunque a cui mira: nel caso specifico un rafforzamento dei legami della comunità e della propria identità. Nella descrizione che ha dato, nessuno spettacolo teatrale, coreografico, musicale, sarebbe degno di essere definito come opera d’arte, perché nessuno di questi eventi, “lascia materialmente” qualcosa
Sfodera ironia il giornalista ed ex vicesindaco Giampaolo Arduini: “come al solito non ci sta bene niente e non siamo all’altezza di capire nulla. Tu poi Fausto quanto sei insolente… insisti nello spiegare, ma c’è sempre chi guarda il dito davanti alla luna…”.
Aggiunge Paolo Alesii, della Agt communications.
“Visti al mattino… dopo una notte di riposo post vernice, i 2000 ritratti di “Aquilani” del terzo millennio con i loro sorrisi, le smorfie e le faccette ci raccontano di una comunità ottimista e autoironica pronta anche a farsi “calpestare” dallo sciagurato e irrispettoso turista tatuato che corre verso il caffe’ del mattino, ma tutto sommato fieri della loro essenza.
Le foto hanno un livello di dettaglio esaltato dal bianco e nero che non permette infingimenti e tutte queste persone sono consapevoli di appartenere ad un’opera collettiva. Il racconto si snoda in queste ore in tante modalità: dalla stampa alle foto aeree, alle testimonianze dei certi e degli incerti, al battage social di chi nulla sa e critica a prescindere…. si trarranno le conclusioni immagino in altra sede al termine e a distanza di tempo. Un sorriso ti cambia la giornata”.
Infine per sdrammatizzare c’è chi la butta a ridere: “ora si può davvero dire, ‘va a vede’ se stengo in piazza’…”.






