L’AQUILA – La squadra Mobile dell’Aquila ha denunciato in stato di libertà per lesioni personali un quarantenne aquilano, F.D.G., per aver brutalmente malmenato la sua compagna, procurandole lesioni guaribili in almeno 25 giorni, un rapporto di 11 anni di agonia e violenza.
Tutto comincia nel 2003 quando una donna aquilana intrattiene una relazione sentimentale con l’uomo, suo concittadino, che ben presto si trasforma in pressoché stabile convivenza.
Il rapporto però, appare subito burrascoso e altalenante: fra i due ci sono spesso liti violente scaturite soprattutto per motivi di gelosia da parte dell’uomo.
Oltre i reciproci scambi di accuse e offese, inizia a aggredire fisicamente la compagna in modo sempre più violento.
La donna subisce i maltrattamenti e, per vergogna, quando i segni delle percosse sono visibili sul suo volto o sul suo corpo, inventa scuse per i propri familiari.
Comincia a inventare giustificazioni anche quando, nel 2008, si reca al pronto soccorso dell’ospedale “San Salvatore” per una emorragia all’occhio.
Dopo ogni lite arriva la riappacificazione e il pentimento dell’aggressore, che promette di non assumere più comportamenti violenti e l’affetto della vittima per lui fa sì che non sporga mai denuncia nei suo confronti.
A causa del terremoto del 2009, i due per un periodo vivono separati per cause logistiche ma, tornati sotto lo stesso tetto, la situazione non cambia.
Dopo l’ultima aggressione, la donna, colpita sulla schiena con un’asta, scaraventata sul letto e bloccata con forza con le mani sul viso, è costretta a recarsi in ospedale, dove le vengono riscontrate ecchimosi della zona orbitaria sinistra, distorsione cervicale, contusione della spalla sinistra, ematoma del polso destro con infrazione del radio e contusioni multiple, guaribili in 25 giorni.
A quel punto, è il 2014, decide di recarsi in Questura e sporgere denuncia.
Il personale della Mobile approfondisce il contesto familiare, ascolta le persone vicine alla donna, acquisisce le documentazioni ospedaliere, sente i medici e ottiene ulteriori riscontri testimoniali.
Alla fine denuncia l’aggressore in stato di libertà per il reato di lesioni personali aggravate.
La stessa squadra Mobile ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dal pubblico ministero David Mancini per reato di lesioni subite dalla donna lo scorso anno.
Il soggetto, tra l’altro, ha precedenti di polizia e in particolare nel 1997 è stato denunciato per danneggiamento e lesioni e nel 2007 condannato per violazione degli obblighi di assistenza familiare.





