LANCIANO – “Ieri sera ho sbagliato perché per la prima volta mi sono lasciato andare alla rabbia. Tornato a casa e dopo che nelle ultime settimane ho letto di tutto sulla intitolazione del parco a Pino, ho scritto senza pensare che la mia rabbia potesse essere fraintesa”.
Il giorno dopo il post Facebook della discordia, il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici di Lanciano, Giacinto Verna, tenta di porre rimedio a quello che definisce un “errore” e si scusa pubblicamente, ancora attraverso i social, con tutti i cittadini che si siano sentiti feriti dalle sue parole.
Il post in questione, nel quale ha usato frasi piuttosto forti, rivolte in particolare agli oppositori del progetto del Central Park, è stato rimosso qualche minuto dopo. Mossa che però non è bastata a spegnere il fuoco delle polemiche. “Un giorno morirete tutti e nessuno si ricorderà di voi. Mica perché in vita siete stati cattivi, bugiardi e invidiosi. No! Troppo scontato. Nessuno si ricorderà di voi perché siete inutili. Fortunatamente Lanciano ha a cuore e riconosce sempre chi l’ha amata all’infinito”, recitava il messaggio del vice sindaco.
Il riferimento è al progetto del Central Park intitolato alla memoria dell’ex vice sindaco Pino Valente, venuto a mancare dopo aver lottato contro una malattia. Nei mesi la discussione si è incentrata in particolare sullo smantellamento del campo Esposito, cosa che ha fatto insorgere gruppi di cittadini e ha alimentato un clima rovente, fatto talvolta di insulti e offese pesanti da digerire.
E nelle scuse di oggi, Verna fa riferimento proprio a questo aspetto.
“Non mi sono riferito minimamente a chi si oppone allo smantellamento del campo e a chi non la pensa come me su questa cosa – precisa – Ci mancherebbe che mi riferissi ai miei concittadini: solo chi non mi conosce e non conosce il mio attaccamento alle persone di questo territorio, solo chi vuole strumentalizzare politicamente questa circostanza può pensarlo e sfruttarlo per ragioni politiche”.
“Ho sbagliato – confessa – e dopo 10 minuti mi sono reso conto di questo mio errore rimuovendo il post. Ho sbagliato, anche se l’ho fatto in preda alla rabbia che genera dalle cattiverie e dalle cose ingiuste sulla intitolazione del parco a Pino. Non volevo offendere nessuna idea, nessuna posizione, lo ripeto e lo ripeterò a chiunque mi chiederà spiegazioni”.
“Ero semplicemente indignato nei confronti di chi invece millanta e offende pubblicamente in modo volgare dietro una tastiera, con commenti e post anche privati, attribuendo ricostruzioni false e fantasiose a una persona che non c’è più e non può difendersi da queste falsità”.
“Rispetto a tutto questo, ieri sera, mi sono sentito sconfortato, indignato, arrabbiato ed ho sbagliato”.
Infine: “Chiedo scusa a tutti coloro che si sono sentiti destinatari di un messaggio che non era assolutamente rivolto loro”.






