LANCIANO – Ci sono anche i metalmeccanici abruzzesi tra quelli scesi in piazza oggi per chiedere il rinnovo del contratto.
In particolare, i lavoratori manifestano a Lanciano (Chieti) insieme ai colleghi di Valle D’Aosta, di Lombardia, Veneto e Molise.
Fim, Fiom e Uilm parlano di adesioni superiori al 90 per cento allo sciopero di otto ore, con alcune fabbriche completamente ferme, come la Whirlpool di Cassinetta in provincia di Varese, l’Alenia e l’Avio di Torino, l’Alstom Transport di Sesto San Giovanni, la Fincantieri di Venezia.
A Milano sfilano in corteo più di 10 mila tute blu: “I metalmeccanici attendono il rinnovo del contratto, è arrivata l’ora che gli industriali affrontino la trattativa seriamente, dopo sette mesi di immobilismo”, afferma il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli. Anche a Torino sono migliaia i metalmeccanici che partecipano alla manifestazione regionale.
“Dopo lo sciopero del 20 aprile – osserva Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, dal palco di piazza Castello – ci aspettavamo più rispetto, invece Federmeccanica è diventata più arrogante e ha preso tempo. Ci hanno sfidato con otto mesi di trattativa inconcludenti, hanno scommesso sulle nostre divisioni e invece anche oggi abbiamo dimostrato che la nostra unione è profonda”.
“Vogliamo mantenere in Italia un doppio livello contrattuale: è l’unico modo per stare in Europa e rinnovare il Paese. Una giornata come questa con una presenza senza precedenti, con lavoratori e sindacati di nuovo uniti dopo anni, è la conferma che noi non ci fermiamo perché vogliamo portare a casa il risultato”, avverte invece il leader della Fiom Maurizio Landini a Vicenza, mentre un presidio è organizzato anche ad Aosta.
Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, chiede a Federmeccanica “di prendere esempio da Confcommercio, che ha rinnovato il contratto”, mentre il numero uno della Cisl Annamaria Furlan scrive sul suo profilo twitter che “è un dovere delle imprese rinnovare il contratto”. “Cambino idea o la lotta continua.
Federmeccanica dovrà tenere conto del risultato dello sciopero”, afferma invece la leader della Cgil, Susanna Camusso.
Domani toccherà ai metalmeccanici di Umbria, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, mentre il 15 giugno sarà la volta di Sicilia, Sardegna e Calabria.



