LANCIANO – “Chiediamo le dimissioni del cda della Sasi per la gestione cieca e irresponsabile del servizio idrico nel chietino”.
Lo ha affermato il vice coordinatore abruzzese del Popolo della libertà, il senatore Fabrizio Di Stefano, in una conferenza stampa tenuta questa mattina alla presenza del capogruppo del Pdl nel Consiglio comunale di Lanciano (Chieti), Manlio D’Ortona e dell’ex sindaco e coordinatore cittadino Pdl, Filippo Paolini sulla Sasi spa, la società che gestisce il servizio idrico integrato per i circa 150 mila utenti dei 92 comuni del comprensorio frentano che costituivano l’Ato 6 Chietino.
Di Stefano ha motivato la richiesta di dimissioni accusando la società che si occupa di servizio idrico e integrato di “gestione cieca e irresponsabile”.
Più tardi è arrivata la replica del presidente Sasi, Domenico Scutti, che ha ribattuto rivendicando la “strategia di razionalizzazione dei costi e di ottimizzazione delle risorse”.
DI STEFANO: ”GESTIONE IRRESPONSABILE”
“A distanza di mesi, e avendo constatato la totale disattesa del proprio ruolo di responsabilità, nonostante le continue sollecitazioni – ha detto Di Stefano – torniamo a denunciare la grave situazione della Sasi”.
“Assistiamo a scelte vessatorie nei confronti di un rappresentante sindacale colpevole solo di fare il proprio lavoro e, nel mentre, si penalizza tale figura professionale rimuovendola dall’incarico – ha denunciato il senatore – si assumono dieci nuove unità in barba alle normative e ai dettati del commissario in maniera del tutto discrezionale,
e alcuni di questi anche con inopportuni accostamenti politici”.
“Se un fatto simile fosse accaduto a un’amministrazione a guida centrodestra probabilmente i sindacati e in particolare la Cgil sarebbero scesi in piazza per protestare. Oggi accade in un ente governato dal centrosinistra e tutto tace” prosegue Di Stefano.
“Si danno incarichi ad una schiera di avvocati anch’essi facilmente riconducibili ad aree di centrosinistra per il recupero di bollette insolute, con enorme carico sull’utenza e, nonostante questo, la gestione economica continua a essere fallimentare. A riprova di quanto affermato – aggiunge l’esponente Pdl – esistono documenti prodotti dai due consulenti tecnici d’ufficio (ctu) nominati dal Tribunale di Lanciano, a seguito dell’impugnativa di Bilancio al 31/12/2008 ad opera di 12 Comuni. I tecnici del tribunale hanno contestato: l’incremento tariffario operato dalla Sasi, l’omesso ammortamento dei beni Isi, la consistenza del fondo svalutazione crediti, e l’omessa certificazione dei bilanci Sasi a opera di apposita società di revisione”.
“La Sasi ha dichiarato 34 mila euro di utile – ha spiegato Di Stefano – in realtà possiede uno squilibrio di vari milioni di euro dovuti al fatto di non aver riportato l’ammortamento dei beni Isi, nonostante le varie sentenze del Tribunale di Lanciano, all’aver stornato indebitamente gli accantonamenti dagli anni 2004-2006, a una capitalizzazione dei costi assolutamente soggettiva, all’omissione dell’inserimento nei bilanci degli ammortamenti Isi dal 2003 al 2009”.
“E infine – ha detto ancora il senatore – a quello che ancora una volta hanno confermato i ctu del Tribunale, ovvero gli indebiti incrementi tariffari dal 2008 al 2010”.
“Una gestione quanto meno discutibile e che rischia, quindi, di provocare danni irreparabili – ha sottolineato Di Stefano – un cda corretto e coscienzioso dovrebbe portare i libri contabili in Tribunale assumendosi le proprie responsabilità ma ciò non accade. La conseguenza sarà un aggravio dei costi sui cittadini e sulla comunità”.
“Purtroppo c’è una parte politica, la sinistra – ha concluso Di Stefano – che pur di salvaguardare le poltrone dei propri rappresentanti sta chiudendo gli occhi su questo enorme disastro che gli stessi stanno provocando. Ognuno faccia la sua parte, e chi ha la gestione politica della Sasi se ne assuma anche le responsabilità”.
LA REPLICA: ”RAZIONALIZZIAMO COSTI E RISORSE”
“Ci tengo a ricordare che il Cda della Sasi azienda, nel tentativo di sanare il bilancio, ha predisposto un grosso piano industriale che prevede un miglior utilizzo del personale nonché dei turni di lavoro”.
È la replica del presidente della Società abruzzese per il servizio idrico integrato (Sasi), Domenico Scutti, alle critiche del senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale del Pdl, sulla gestione della società.
“Sono un tecnico e non mi sono mai occupato di politica – aggiunge Scutti – Ho accettato questa sfida per far sì che l’azienda rimanesse ad appannaggio dei Comuni e quindi dei cittadini. Non mi piace rispondere alle provocazioni di chi non accetta di rinunciare ai privilegi, per fortuna pochi, all’interno dell’azienda”.
Secondo il presidente, “le azioni che Sasi sta mettendo in atto sono state tutte presentate e approvate in Regione e rispondono a una strategia regionale di razionalizzazione dei costi e di ottimizzazione delle risorse. Tutto – assicura – è stato fatto alla luce del sole”.
“Avrei preferito – ribatte Scutti – che il senatore Di Stefano mi avesse reso partecipe delle sue perplessità, sostenute da chi ha usato una demagogia spicciola e non valide motivazioni sulla questione”.
“Il Cda – conclude – sta svolgendo uno straordinario lavoro, anche grazie alla collaborazione dei Comuni, al di là di qualunque appartenenza politica”.





