FRANCAVILLA AL MARE – Era introverso e gli amici raccontano che fosse particolarmente preoccupato per il futuro lavorativo, temendo di essere licenziato dalla Brioni, colosso dell’abbigliamento che ha attraversato un periodo di crisi con rischio esuberi tra i cinquecento addetti dello stabilimento di Penne (Pescara).

Ma all’indomani della drammatica morte di Fausto Filippone, che ieri si è lanciato dal viadotto “Alento” dell’autostrada A14, dal quale ore prima aveva buttato giù la figlioletta di 10 anni, emerge anche un altro particolare, che accomuna la sua tragica fine ad un suo compagno di scuola.

L’uomo, infatti, al Liceo “Giambattista Vico” di Chieti era vicino di banco di Rocco Pollice, stimato psichiatra che decise di farla finita quattro anni fa nella sua casa dell’Aquila, inagibile a causa del terremoto.

Pollice, nato a Vasto ma originario di Gamberale, era docente universitario e direttore del centro Smile, il Servizio di monitoraggio e intervento precoce per la lotta agli esordi della sofferenza mentale e psicologia nei giovani.

Il suicidio di Pollice lasciò tutti attoniti, e arrivò dopo un lungo periodo in cui il professionista seguì centinaia di casi di aquilani scossi dall’esperienza del terremoto.

Due vicende, quella di Filippone e quella di Pollice, probabilmente molto diverse tra loro, ma accomunate da una drammatica fine.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, che stanno anche cercando di capire se Filippone sia responsabile della morte della moglie Maria Angrilli, ieri mattina caduta dal terzo piano del condominio di Chieti in cui vivevano, c’è quella che l’uomo possa aver sedato la figlioletta Ludovica, per riuscire a farle oltrepassare la barriera del viadotto e a lasciarla andare. (m.sig.)