SERRA SAN BRUNO – Si è suicidata la scorsa notte a Serra San Bruno (Vibo Valentia), nella casa che le era stata messa a disposizione da una comunità d’accoglienza, dove stava scontando i domiciliari, Daniela Lo Russo, la 46enne di origini pugliesi che nel 2016 a Pescara tentò insieme al figlio di uccidere il marito somministrandogli dosi di Coumadin, un farmaco anticoagulante.

La donna, secondo quanto si è appreso, si è infilata un sacchetto di plastica in testa morendo così per asfissia.

Daniela Lo Russo, per il tentato omicidio del marito, era stata condannata a 13 anni e 8 mesi di reclusione. Insieme a lei era stato condannato a 12 anni e 8 mesi anche il figlio, Michele Gruosso.

Dopo la condanna, la donna fu rimessa in libertà ma a distanza di qualche mese venne nuovamente arrestata perché dagli uffici del Tribunale dell’Aquila rubò i fascicoli che la riguardavano, bruciandoli poi per strada.

A fine ottobre la 47enne aveva tentato il suicidio in carcere ed era stata salvata dagli agenti penitenziari. Pochi giorni fa una perizia psichiatrica aveva stabilito che avrebbe potuto seguire in presenza l’udienza del 21 dicembre del processo che la vede imputata di tentato
omicidio.

“Lady Coumadin” era nota alle cronache pescaresi per diversi episodi: nell’estate 2020, verso la fine del suo processo per il tentato omicidio del marito, posizionò cinque finti pacchi bomba davanti ad alcuni uffici di Pescara, tra cui Tribunale e Comando dei carabinieri, e davanti al
portone del magistrato che sosteneva l’accusa, cui era indirizzato anche un messaggio minatorio. Alla donna nel maggio scorso era stato inoltre notificato un provvedimento di sequestro di un immobile ritenuto provento di una truffa ai danni di un noto imprenditore di Pescara.