L’AQUILA – Il capitale naturale dell’Abruzzo come risorsa di inestimabile valore da implementare e difendere per il futuro dell’umanità.

Le telecamere di Presadiretta, il programma di Riccardo Iacona in onda su Rai 3, nel loro viaggio attraverso i parchi e le riserve d’Italia, consegneranno lunedì sera agli spettatori le immagini catturate nei luoghi ricchi di fascino dell’Abruzzo dei Parchi, purtroppo martoriati dai recenti disastrosi incendi che hanno distrutto quasi 400 ettari di vegetazione.

Dai canaloni pietrosi di Monte Amaro, a quota 2.793 metri sul massiccio della Majella, ai boschi e paesaggi del Monte Morrone, gravemente segnati dal fuoco: la puntata di domani 18 settembre racconterà quello che è “forse il capitale più grande che abbiamo”, come sottolinea proprio Iacona parlando ad AbruzzoWeb, con un lungo e attento sguardo alle bellezze naturalistiche della regione.

“Un posto d’Italia meraviglioso che, però, è sempre stato un po’ fuori dai circoli nazionali, come se queste zone, sia pure molto frequentate dai turisti, fossero sempre alla periferia nell’agenda pubblica del Paese”, fa notare.

Per quattro giorni, la squadra della trasmissione di approfondimento e inchiesta ha seguito il gruppo di lavoro, composto da biologi e veterinari, che opera nel parco della Majella e che da 8 anni segue e monitora tutta la fauna del territorio.

Una squadra vincente, se si considera come a oggi quella che viene definita dagli abitanti del luogo la Montagna Madre sia di nuovo popolata di specie animali, soprattutto camosci, cervi e lupi, “dopo un lungo periodo in cui queste zone erano deserte mentre ora sono piene di vita”, prosegue Iacona. 

“Li abbiamo seguiti per capire come facciano a monitorare la popolazione dei lupi, per esempio. Insieme a loro ne abbiamo anche preso al cappio un esemplare, cui, dopo essere stato narcotizzato, è stato applicato un radio collare – anticipa – Queste zone, in realtà, posseggono la ricchezza più importante per la nostra sopravvivenza e sono troppo spesso dimenticate, per questo ho tenuto a vivere insieme a queste persone e a capire che cosa significhi proteggere il capitale naturale in un parco bellissimo come quello della Majella”.

In Italia la difesa delle risorse naturalistiche non sembra essere tra le priorità della politica “come dovrebbe essere, perché proprio da qui può passare tutta la strategia per ridurre le emissioni di anidride carbonica e arrivare a invertire una rotta che sta portando il mondo verso esiti drammatici”, sottolinea ancora il conduttore di Presadiretta, che è riuscito ad arrivare sul Monte Morrone, nell’area del Parco della Majella a ridosso della Valle Peligna, proprio nelle fasi iniziali dell’incendio che, per le successive due settimane, ha divorato ettari su ettari di boschi.

“Durante la trasmissione di lunedì mostreremo che cosa è successo – annuncia ancora – La distruzione di questo capitale naturale ha fatto danni incalcolabili. È necessario fermarsi e cominciare a mettere al centro della politica quello che si sta facendo per implementare e salvaguardare queste risorse”.

In diretta, nel corso della puntata, gli interventi di due rappresentanti del gruppo faunistico che opera nel Parco della Majella: Antonio Antonucci, direttore del centro faunistico e Simone Angelucci, responsabile veterinario, che racconteranno cosa è successo dopo l’incendio e quale è la situazione attuale, di un ecosistema che con un lavoro lungo e paziente è stato rigenerato, ripopolato dagli animali e che vede ristabilito un equilibrio naturale tra prede e predatori in cui i lupi salgono fino alle alte quote per catturare i camosci, o si cibano dei cinghiali.

“Le analisi fatte dai veterinari e dai biologi evidenziano come il 95% della dieta di questi lupi sia fatta proprio di cacciagione – aggiunge Iacona – In Abruzzo non c’era più niente, non c’erano nemmeno i cinghiali negli anni Sessanta. Questa ricchezza, che è stata costruita con quella strepitosa legge sui parchi, oggi si dimostra essere cruciale per i destini del mondo perché se noi implementiamo e difendiamo il capitale naturale riusciamo a contrastare il riscaldamento del pianeta. Se non ce la facciamo perdiamo tutto. Questa puntata ha una parte molto drammatica, quella che tratta dello scioglimento progressivo dei ghiacciai che per un buon 50% costituiscono la nostra riserva di acqua”.

La seconda parte della trasmissione parlerà di un aspetto dell’Abruzzo meno positivo: oltre il 70% dei corsi d’acqua non è conforme alla direttiva europea sullo stato dei fiumi, emanata nel 2000 e che chiedeva entro il 2015 che tutti i fiumi dei Paesi membri fossero in buono stato.

Fiumi generati proprio da quel capitale naturale da difendere, ma che “appena arrivano a portata dell’uomo, per un motivo o per un altro tra discariche abusive come a Bussi, depuratori che non funzionano, e via discorrendo vengono inquinati – è l’amara constatazione del giornalista – Vedremo le vicende della discarica di Bussi e dell’inquinamento dei fiumi del pescarese e di Chieti. Poniamo il problema. In attesa che il mondo comprenda di dover passare dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, intanto conviene non inquinare le risorse naturali che abbiamo, proprio perché non sono infinite”.

Accanto alla bellezza e ricchezza del paesaggio, dunque, una regione ferita che con i suoi tre Parchi sta dando un contributo in termini di sistema forestale, di acqua, di aria pulita “pazzesco e poi l’uomo inquina queste risorse, è un paradosso, una follia, un atto criminale contro l’umanità. Investire più soldi nei parchi, perché c’è tanto da fare, e può essere opportunità di lavoro per tanti giovani preparati in Abruzzo” .