L’AQUILA – “Ho visto la conferenza stampa nella quale il Governo, per bocca del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e del Sottosegretario e capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha ribadito il proprio impegno per le zone terremotate. Bene, è importante mantenere alta l’attenzione. Ho notato inoltre anche lo sguardo incantato del Presidente Chiodi che ascoltava le parole di Letta, ho udito il suo snocciolare cifre e numeri”.

Così parla Daniela Stati, ex assessore regionale alla Protezione Civile e all’Ambiente, in merito alla conferenza di questa mattina a cui hanno preso parte Guido e Bertolaso e e il Presidente della Regione Gianni Chiodi.

“ Ma al Presidente Chiodi  – dice la stati – mi viene da fare alcune osservazioni. Mi sono beccata l’accusa infamante di aver sciacallato sulla vicenda terremoto per aver fatto pressioni per affidare i lavori ad Abruzzo Engineering. Non era questa l’occasione per fare chiarezza su quella famosa ordinanza che ha mi ha portato dolore e drammi familiari, vista la presenza di autorevoli esponenti del Governo (i quali tutti conoscono bene cosa è stata e cosa è Abruzzo Engineering)?”

“Ero un membro della Tua Giunta   – prosegue l’ex assessore rivolgendosi a Chiodi – e questa precisazione poteva essere utile a ridare serenità alla Tua azione amministrativa, sapendo tu, meglio di me, che non avevo mai posto in essere atti e azioni che non fossero improntate alla assoluta trasparenza e correttezza  amministrativa. Forse era questo il momento, avendo avuto la vicenda una risonanza nazionale, di dare il giusto risalto alla verità che tu conosci benissimo”.

“Ribadire che non ho fatto mai pressioni, che non ci sono state pressioni, che tutto è stato fatto alla luce del sole. Ma no, ti sei guardato bene – dice la Stati. – Non hai difeso un Tuo ex collega di Giunta e di partito alla quale è stata tolta e violentata la propria dignità. Voi siete ora ‘gli eroi della ricostruzione’, io la sciacalla che voleva approfittare, non avendo io abusato della mia funzione per togliere un solo centesimo ai cittadini aquilani. Ma non ci sto a questo gioco. Lo dico con forza”.

“A 70 giorni dagli accadimenti ancora non conosco le ipotesi di reato perché ancora ci sono le indagini in corso. Ma sono sempre in attesa di un cenno di solidarietà e di chiarezza che a me, a tutt’oggi, non è stato mai riservato – afferma Daniela Stati. – Mi auguro che il Presidente Berlusconi,  firmatario dell’ordinanza, abbia la sensibilità di fare un gesto per precisare se io abbia mai posti in essere atti tendenti a istigare la sua persona, come Presidente del Consiglio, o ad indurlo in errore”. 

“Mi sembra doveroso quindi che in quelle passerelle di carattere nazionale venga difesa e tutelata l’onorabilità di una amministratore, di una donna e di una madre. Sto nel centro destra e nel gruppo misto in attesa che qualcuno si faccia vivo. Non arretro su questo – conclude l’ex assessore regionale. – Continuo per la mia strada, certa come sono della mia innocenza e trasparenza. I miei amici, la gente che mi conosce e chi non ha pregiudizi, chi ha letto le carte sa chiaramente come sono andate le cose. Continuo e continuerò per loro e con loro. Perché gli amici, quelli veri, non ti abbandonano mai”.

LA RISPOSTA DI CHIODI: “NON POSSO UTILIZZARE OGNI USCITA PUBBLICA PER PARLARE DI ABRUZZO ENGINEERING”

L’AQUILA “L’ho detto in ogni sede dove è venuto fuori l’argomento Abruzzo Engineering. E lo ribadisco ancora una volta, in primis a te: non ho mai ricevuto da parte tua alcuna sollecitazione per favorire l’attività di Abruzzo Engineering (AE), bensì solo un lecito e condiviso interessamento per garantire un futuro occupazionale ed economico alla società”.

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, replica così all’ex assessore all’Ambiente, Daniela Stati, che aveva polemizzato sui contenuti della conferenza stampa tenuta oggi a palazzo Chigi, a Roma, sullo stato della ricostruzione post terremoto. Secondo la Stati, il Presidente avrebbe dovuto approfittare della “platea nazionale” per difendere la sua persona dall’accusa, mossale dalla Magistratura, di aver approfittato del suo ruolo per favorire commesse ad Abruzzo Engineering.

“Non ritengo si debba aggiungere altro – ha concluso Chiodi – E’ un chiarimento che ho sempre fornito, qualora mi è stato richiesto. Certo, non posso utilizzare ogni mia uscita pubblica per tornare sulla vicenda”.