CASTELGUIDONE – Ieri il Comitato valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo ha bocciato il discusso impianto eolico industriale che, secondo la proposta della società Ipotenusa, avrebbe dovuto essere localizzato in una splendida area a poche centinaia di metri dalle case del paese di Castelguidone (Chieti). Il progetto consisteva in ben dieci torri da 2 MW di potenza ciascuna e dell’altezza di un grattacielo (circa 140 metri)!
“Dopo una lunga campagna condotta dal Comitato locale Dinamismi supportato dal Wwf, da Altura e dalla Lipu, – si legge in una nota – arriva questo successo che blocca definitivamente un progetto fortemente contestato da una parte consistente della comunità locale e dalle associazioni”.
“Infatti oltre 900 cittadini, tra cui molti giovani del posto, avevano sottoscritto l’appello del Comitato per scongiurare la realizzazione dell’intervento in un’area bellissima dal punto di vista paesaggistico ma molto fragile sotto l’aspetto ambientale in quanto riconosciuta a forte rischio idrogeologico. Inoltre nell’immediato passato una vasta superficie era stata percorsa dal fuoco”.
“LIPU e WWF avevano da tempo segnalato alla Regione Abruzzo con le proprie osservazioni scritte al progetto la presenza di specie faunistiche estremamente rare e minacciate a livello internazionale, quali il Nibbio reale e il Nibbio bruno, due rapaci che muoiono in gran numero impattando contro le pale eoliche”.
“Il Comitato Dinamismi ieri era presente assieme ai rappresentanti di Wwf, Lipu e Altura, con una folta delegazione per essere audito dal Comitato VIA. Con un sit-in davanti al palazzo della Regione i cittadini hanno aspettato il verdetto che alla fine ha accolto le motivazioni presentate da chi voleva salvaguardare il Monte S. Vito e un paesaggio di straordinario valore”.
“Il Comitato Dinamismi, il Wwf, Altura e la Lipu esprimono quindi la propria soddisfazione per questo successo ricordando che essere favorevoli al necessario sviluppo delle fonti rinnovabili non può essere scambiato per un acritico assenso all’eolico industriale selvaggio”.






