PENNE – La Protezione civile dovrà illustrare al Tar del Lazio con una relazione tecnica la metodologia adottata per identificare i 49 comuni inseriti nel “cratere” dei territori interessati dal terremoto che colpì l’Abruzzo il 6 aprile 2009.

Tutto ciò per capire se legittimamente la città di Penne (la cui amministrazione ha proposto ricorso amministrativo) fu esclusa dalla lista dei centri destinatari di benefìci e sovvenzioni per la ricostruzione.

Lo ha deciso la I sezione del Tar del Lazio, presieduta da Roberto Politi, che ha assegnato 60 giorni di tempo per la consegna della documentazione.

Dopo il sisma del 6 aprile 2009 l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dichiarò lo stato di emergenza dopo il sisma in Abruzzo e nominò il capo della Protezione civile dell’epoca, Guido Bertolaso, come commissario delegato.

Veniva rinviato a un apposito decreto del commissario l’individuazione dei comuni del cosiddetto “cratere” sismico e la previsione di possibili aggiornamenti per l’elenco dei comuni sulla base dell’attività di rilevazione all’epoca in corso di effettuazione e aggiornamento.

Il Comune di Penne si è rivolto al Tar, sostenendo, secondo quanto si è appreso, che il decreto ha “cristallizzato” la lista dei Comuni destinatari dei benefici e delle sovvenzioni dopo un’attività di rilevazione parziale e incompleta, senza tener conto delle segnalazioni e delle richieste delle amministrazioni locali, con la conseguente ingiusta sua esclusione.

Al fine di compiutamente deliberare sul ricorso, il tribunale amministrativo ha valutato necessario acquisire dalla Protezione civile tutti gli atti in base ai quali si è ritenuto, allo stato, di non inserire il comune di Penne nel “cratere”.

L’ulteriore trattazione della controversia è stata quindi aggiornata all’udienza pubblica del prossimo 21 novembre, dopo che saranno consegnati i documenti richiesti.