L’AQUILA – AbruzzoWeb ha ricevuto dallo studio legale Pimpini di Chieti una richiesta di rettifica e pubblicazione di precisazioni per conto di Claudio Moffa, ordinario di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Teramo.

La pubblichiamo integralmente.

IL TESTO DELLA LETTERA

Formulo la presente su incarico del prof. Claudio Moffa, il quale, a seguito della pubblicazione del 18/1/12 e di quella successiva sulla Vostra testata web, nel rivendicare la gravissima lesione subita per la conclamata falsità delle notizie sul conto del mio assistito, finanche reiterate nel contenuto diffamatorio, intende richiedervi, ai sensi della L. 416/81 e 47 del 1948, la pubblicazione della seguente formale rettifica, salve – naturalmente- ed impregiudicate le ulteriori iniziative in ogni sede consentita.

a) Il prof. Moffa non è un negazionista, come ha motivatamente rappresentato nella nota del … inviata al direttore di Abruzzoweb;

b) Non è stato rimosso come docente. Tuttavia, le scuse private di AbruzzoWeb non sono certamente sufficienti;

c) Il prof. Moffa ha correttamente – e in perfetta buona fede – chiesto, con una garbatissima lettera che l’articolo menzognero, in una logica di buon senso e in rispetto delle persone, proprio perché gravido di menzogne, venisse rettificato, come suo diritto, mentre AbruzzoWeb non ha provveduto in conformità come suo dovere;

d) L’articolo, quindi, non piace perché è caratterizzato da due false affermazioni e non perché non se ne gradisce il contenuto. La prima falsità è quella di far apparire il prof. Moffa come negazionista e la seconda che, per tale ragione, sarebbe stato rimosso dalla docenza. Entrambi fatti falsi! Non si tratta quindi di esercizio del diritto di stampa, ma di inaccettabile diritto alla falsità e alla lesione dell’immagine di uno stimato docente;

e) Il tentativo diffamatorio nei confronti del docente perpetrato dalla testata AbruzzoWeb è evidente, in quanto effettuando una ricerca su “google”, inserendo la ricerca “moffa insulta…”, tutte risultano riferibili ad AbruzzoWeb. In tal modo, la medesima testata ha inteso amplificare la divulgazione delle falsità e, quindi, la lesione dell’immagine;

f) Con la telefonata effettuata, il prof. Moffa, pur se comprensibilmente accesa, rivendicava il sacrosanto diritto alla tutela della propria dignità, lesa da una condotta lesiva ed ingiusta della testata AbruzzoWeb. In ogni caso, non ha espresso i termini indicati nella missiva, sebbene la provocazione li avrebbe ampiamente giustificati;

g) Ne consegue pacificamente che AbruzzoWeb, nel caso di specie, non ha divulgato la verità, ma la menzogna al fine unico, ingiusto e incomprensibile, di ledere l’immagine del prof. Moffa.

Pertanto, ai sensi dell’art. 42 L. 416/81, Vi invito formalmente ad effettuare la rettifica pubblicando, senza commenti, aggiunte, rettifiche o Vostre precisazioni, la presente nota, invitandoVi, altresì, a rimuovere tutti gli articoli contenenti il predetto mendace contenuto, tenuto conto che il diritto di rettifica è una valutazione soggettiva della persona offesa, al cui insindacabile apprezzamento è rimesso anche il contenuto della missiva.

Resta inteso che la diffida dovrà essere pubblicata con il medesimo risalto della nota falsa, entro due giorni dal ricevimento della presente e che, in difetto, oltre alle preannunciate iniziative, suo malgrado, il prof. Moffa si vedrà costretto a ulteriormente tutelarsi nei modi e termini di legge.

Cordiali saluti
Avv. Antonio Pimpini