L’AQUILA – Una vera mazzata la squalifica di un mese inflitta al capitano dell’Italrugby, Sergio Parisse, nato in Argentina, dopo che suo padre Sergio Senior, aquilano doc, ha vinto uno scudetto nelle file dell’Aquila Rugby (anni Sessanta), per poi emigrare nel Paese Sudamericano.

Parisse ha subito la squalifica dalla Commissione disciplinare della Lega francese per l’espulsione rimediata sabato scorso nel match vinto dal suo Stade Français contro il Bordeaux.

L’arbitro transalpino lo ha espulso perché gli ha addebitato un insulto in inglese.

Il numero 8 azzurro non vuole commentare l’accaduto anche se ieri è volato in Francia, per organizzare, insieme allo Stade Francais, il ricorso che sarà discusso i primi giorni della prossima settimana.

“Speriamo che la questione si risolva – dice il team manager azzurro, l’aquilano Gino Troiani – perché anche dalle riprese televisive si può notare che Parisse non ha offeso l’arbitro. Probabilmente il direttore di gara si è confuso, perché ci sono più giocatori che parlano e quindi ha creduto che l’offesa provenisse da lui”.

Dello stesso pensiero è la terza linea dell’Aquila Rugby Maurizio Zaffiri che in azzurro vanta 16 caps ed è stato compagno in Nazionale di Parisse.

“Probabilmente – spiega il neroverde – l’arbitro è rimasto disorientato dal fatto che precedentemente al fattaccio Parisse aveva chiesto delle spiegazioni su un’azione di gioco. Invece l’insulto è arrivato da un altro giocatore che non ce l’aveva con l’arbitro, ma con un suo compagno. Putroppo l’Italia perde un giocatore molto importante”.

Mercoledì mattina Parisse si è recato in Francia, mentre in serata è tornato nel ritiro azzurro a Roma.

Se non ci fosse stata la squalifica, mercoledì Parisse, approfittando di una giornata di riposo, sarebbe venuto all’Aquila a salutare i suoi parenti.

Nel capoluogo vivono due sorelle e un fratello del padre nonché 8 cugini, mentre l’altro zio vive a Castel di Sangro.

Anche suo padre Sergio Senior vorrebbe tornare a vivere all’Aquila, ma deve risolvere prima alcuni problemi di lavoro (in Argentina gestisce un’impresa edile, ndr).

“Sarebbe stata una sorpresa per noi – dice la cugina Roberta Fontana che gestisce la cartoleria Smile – perché quando è impegnato con il rugby si concentra solo alle gare. Tra l’altro ha chiesto alla mamma Carmela di non andare sabato a Roma, per assistere a Italia-Galles, perché lui è impegnato a risolvere il problema e non può starle vicino”.

Poi Fontana conclude affermando che “tutti i parenti sono dispiaciuti di questo fatto: conosciamo la serietà di Sergio e sappiamo come sta soffrendo, visto che non ha commesso nulla di quello che gli è stato attribuito”. (s.cas.)