SCAFA – “Innanzitutto solleciteremo i ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico a riconsiderare, nella trattativa in corso sul piano generale Italcementi, il caso del cementificio di Scafa”.

Questa la promessa dei due esponenti abruzzesi del governo Letta, il ministro Gaetano Quagliariello e il sottosegretario Giovanni Legnini, dopo il vertice di oggi nell’ufficio di quest’ultimo a palazzo Verospi a Roma alla presenza di istituzioni locali e sindacati, in particolare il vice presidente della Regione, Alfonso Castiglione, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, e i sindaci di Scafa (Pescara), Maurizio Giancola, e Abbateggio (Pescara), Antonio Di Marco.

“Subito dopo convocheremo i vertici di Italcementi per farci spiegare il perché di tale immotivata decisione e per manifestare la nostra ferma volontà, nel caso procedano nell’intenzione di chiudere, di chiedere conto della perdita di valore dell’azienda pubblica Sama, in concessione a Italcementi che, nel corso degli anni, avrebbe meritato investimenti e strategie finalizzati ad un mercato, quello dell’asfalto, che oggi offre interessanti prospettive, e soprattutto  – ha spiegato il Sottosegretario – sulla bonifica del sito sul quale insiste il cementificio”.

Due prime iniziative, quelle annunciate da Legnini e Quagliariello, il cui fine sarà “chiedere a Italcementi di riconsiderare l’orientamento fin qui espresso riguardo la chiusura del sito di Scafa”.

La crisi del cemento è un paradosso in questa regione, secondo i due componenti dell’esecutivo Pd-Pdl. “La regione Abruzzo rappresenta un mercato dinamico per il cemento, anche per via della ricostruzione che ci riporta al dramma del terremoto del 6 aprile 2009 che ha commosso l’Italia intera – ha ricordato Quagliariello – È inaccettabile pensare di continuare a sfruttare quel mercato attraverso un deposito, chiudendo contemporaneamente un’attività produttiva in spregio ad accordi precedentemente presi”.

“È gravissimo che in un territorio così esteso e popoloso, ma soprattutto in presenza del cratere del ‘sisma’, in pochi mesi chiuda, dopo quello di Pescara, anche lo stabilimento di Scafa – ha rincarato Legnini – Il tema della crisi dell’edilizia è drammatico, e il governo lo ha messo in primissimo piano nella sua agenda con provvedimenti come lo sbloccacantieri e quelli sull’edilizia sociale e scolastica, ma il caso Abruzzo è assolutamente diverso e particolare proprio in virtù della ricostruzione post terremoto, che ampiamente compensa il dato negativo della crisi”.

“Un incontro positivo”, così è stato definito alla fine da entrambi i componenti del governo Letta, nel quale sono stati messi in cantiere i prossimi passi da compiere.

TESTA E CASTIGLIONE: “INCONTRO POSITIVO”

“Un incontro concreto e fruttuoso – ha commenta il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa – Attendiamo ora che i rappresentati abruzzesi al Governo convochino la Italcementi, come hanno annunciato oggi, per definire la questione che ci sta particolarmente a cuore, considerato il ruolo dello stabilimento di Scafa nel comprensorio e a livello regionale. Un ruolo che non va svilito ma anzi rilanciato, perché le condizioni ci sono tutte. Non possiamo che ringraziare il ministro e il sottosegretario per l’interessamento a questa vertenza”.

Dello stesso parere il vice presidente della Regione Abruzzo, Afredo Castiglione, che ha posto con fermezza la questione della bonifica, “nel caso in cui la Italcementi dovesse smettere di produrre a Scafa anche se, ha aggiunto, non si può pensare che lo stabilimento pescarese venga chiuso a discapito di quello di Trieste che ora si vuole salvare a tutti i costi”.

“Non è accettabile – conclude Castiglione – che su un tavolo nazionale si decida di barattare Scafa con altri siti produttivi”.

DI MARCO (PD), “PLAUSO A LEGNINI E QUAGLIARIELLO”

“L’autorevolissimo tavolo tecnico che questa mattina si è riunito a Roma a mio giudizio potrà incidere fattivamente affinché la proprietà di Italcementi riveda la sua posizione”.

È quanto dichiara in una nota, il capogruppo del Partito democratico alla Provincia di Pescara, nonché sindaco di Abbateggio (Pescara), Antonio Di Marco.

“Se così non sarà – ha aggiunto – ci aspettiamo da loro che, con tempestività, provvedano a salvaguardare il bacino minerario in termini di ripristino ambientale, sviluppando nella zona nuove attrattive imprenditoriali a vocazione turistica e salvaguardando i posti di lavoro”.

“Un plauso va, a tal proposito, a Legnini e Quagliariello, che hanno preso in mano le redini della situazione con grande professionalità e dedizione”, ha concluso.

NUOVO SCIOPERO DURANTE IL VERTICE

Nuovo sciopero di quattro ore, con contestuale blocco della strada statale Tiburtina Valeria a Scafa, da parte dei lavoratori della Italcementi che protestano contro la chiusura dello stabilimento, prevista dal 31 dicembre 2014.

Dalle 8 di stamani i lavoratori hanno incrociato le braccia, in concomitanza dell’incontro, a Roma, con il ministro Gaetano Quagliariello e il sottosegretario Giovanni Legnini per cercare di trovare una soluzione alla vertenza che interessa oltre 130 lavoratori.

Per i dipendenti del cementificio si tratta della terza manifestazione in pochi giorni, l’ultima era stata organizzata il 29 agosto scorso. Presente il vice sindaco di Scafa.

Il sindaco, Maurizio Giancola è, invece, a Roma, con il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il vice presidente della Regione Abruzzo, Alfredo Castiglione, e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil.

Al ministro e al sottosegretario, Comune, Provincia e Regione e sindacati sottoporranno un documento in cui si chiede “un intervento forte e deciso”.

“Siamo in attesa – spiega Franco Di Biase, rappresentante sindacale della Uil – di conoscere l’esito della riunione romana”.