L’AQUILA – Laureato in Scienze politiche all’Università di Bologna, 29 anni con alle spalle anni di militanza nei movimenti giovanili e studenteschi, Francesco Iritale è da un anno il segretario comunale del Partito democratico dell’Aquila.
A lui il compito di effettuare uno screening del partito a livello comunale. Iritale ritiene il Pd “partito determinante” dell’amministrazione comunale nel post-terremoto, rivendica l’azione svolta con l’arrivo di 20 milioni per L’Aquila dalla “legge mancia”, ma ammette che qualche intoppo c’è stato: in particolare nella preparazione per il bando delle casette su ruota, che ha fatto gridare allo scandalo il Pdl.
Quanto al suo partito, per il segretario dovrebbe essere più radicato sul territorio, e auspica che il recente commissariamento possa contribuire ad ritrovare l’unità persa per strada.
Infine sul centrodestra e le polemiche: per Iritale la sfiducia a Massimo Cialente non passerà, mentre l’opposizione dovrebbe essere “più costruttiva”, invece di sollevare “polveroni”.
La nomina di un giovane è un deciso cambio di rotta rispetto al passato, come anche nel Pdl. I partiti si sono resi conto che il ricambio generazionale è ormai inevitabile?
I cittadini chiedono rinnovamento alla politica, è un segnale che cogliamo da numerosi fattori. Ogni volta che viene data a un giovane l’opportunità di candidarsi a qualche carica, la prima reazione è sempre positiva: l’elemento novità ha un impatto notevole sull’opinione pubblica. Molto dipende anche dal fatto che la classe dirigente in Italia ha un età mediamente maggiore che negli altri paesi europei e tende a riproporre sempre se stessa. È però importante che i giovani si caratterizzino sulla qualità della propria proposta: che il rinnovamento generazionale sia legato al rinnovamento delle idee, dei progetti, e alla trasparenza.
A fine mese sarà discussa la mozione di sfiducia al sindaco, Massimo Cialente. Passerà secondo lei? Se dovesse passare il centrosinistra è pronto a elezioni anticipate? Si faranno le primarie per un nuovo candidato sindaco o si confermerà Cialente?
La sfiducia non è mai passata finora e mai passerà. Il centrodestra usa questo strumento come una minaccia con scarsissimo senso di responsabilità nei confronti di una città che neanche due anni fa ha subìto una catastrofe. Alla Giunta Cialente spetta il compito di amministrare ancora un anno e mezzo, e i prossimi mesi saranno decisivi per il futuro della città. Fare le primarie è un’opportunità e non un obbligo, non è questo il momento di affrontare la discussione.
Nella maggioranza da mesi si registrano malumori di diverse componenti che hanno contribuito alla vittoria del 2007. Come può il Pd recuperare il loro consenso? È possibile riproporre la stessa coalizione che consentì la vittoria alle amministrative?
Le polemiche sono un elemento purtroppo imprescindibile della politica e spesso nascondono secondi fini. Io non credo che il problema di quale coalizione di centrosinistra bisogna proporre vada affrontato partendo dal discorso sulle alleanze. Il centro della discussione deve essere il progetto: quale futuro per il centro storico, l’Università, l’ospedale, l’industria della nostra città immaginiamo? Intorno a questo progetto bisogna poi successivamente costruire l’alleanza più ampia possibile.
Sono possibili alleanze “alternative”, anche alla luce degli scenari nazionali, dove il Pd ha dialogato senza problemi con Fli e Udc?
Come dicevo al Partito democratico spetta per prima cosa il compito di proporre un progetto per la città. Sulle alleanze credo che non ci debbano essere esclusioni a priori. Bisogna tenere conto che alle amministrative conta il peso anche di movimenti civici, comitati, associazioni. Il discorso va aperto anche a loro.
Qual è lo stato di salute del Pd attualmente in città?
Siamo il partito determinante dell’amministrazione comunale. All’Aquila esprimiamo un parlamentare, un sindaco, tre assessori comunali e decine di amministratori. Abbiamo centinaia di iscritti. Avremmo bisogno di un’organizzazione più strutturata, ma questa esigenza si scontra con una tendenza che vede tutti i partiti nazionali (tranne la Lega) ridurre la propria presenza e il radicamento sul territorio.
E a livello provinciale? Pochi giorni fa Arnaldo Mariotti è stato nominato commissario per lo svolgimento del congresso dopo i ricorsi sui tesseramenti. L’immagine del partito non ne esce benissimo.
Quella provinciale è una lunga e travagliata vicenda. L’auspicio è questo commissariamento possa produrre un esito unitario. Anche qui bisogna togliere di mezzo i personalismi e riportare la discussione alla politica. Il divario tra costa e zone interne è ancora uno dei temi centrali che caratterizza l’Abruzzo. La provincia dell’Aquila soffre un ritardo rispetto alle altre province abruzzesi che bisogna in qualche modo affrontare. Attorno a questi temi è necessario individuare una nuova missione e un nuovo gruppo dirigente per il Pd in provincia dell’Aquila.
E i rapporti con il centrodestra? Da qualche tempo sembra sia salito il livello di tensione con la maggioranza guidata da Cialente.
I toni della polemica sono cresciuti in questi mesi e immagino che con l’avvicinamento delle scadenze elettorali aumenteranno ancora. La polemica della destra è un grande polverone, avremmo bisogno di messaggi più costruttivi da parte delle opposizioni.
Un problema su tutti che il Pd ha contribuito a risolvere in città nel post-terremoto.
Il Partito Democratico ha messo a disposizione della città 20 milioni di euro tramite la “legge mancia”: 20 milioni a sostegno di progetti per finanziare la risistemazione di piazza Darmi, del Parco del Sole, degli stabilimenti Finmek. Il rilancio di queste aree decisive della città sarà anche merito del Pd.
Uno che ancora deve essere risolto?
Beh la prima cosa che mi viene in mente è la ricostruzione del centro storico.
L’ultima polemica, quella sollevata dal Pdl sui Mar (moduli abitativi removibili), è stata definita una ‘bufala’ dall’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano. È così? O qualcosa che non ha funzionato nella vicenda delle casette su ruota c’è stato?
Qualche errore nella stesura del bando c’è stato, ma non è detto che i Mar sarebbero stati la soluzione migliore al problema del fabbisogno abitativo.
Che anno sarà il 2011 per il Pd?
L’anno della “ricostruzione”. In tutti i sensi.





