(Fonte e intera intervista: superEva)

“Credo che tutti noi pensiamo che ci sono limiti che non oltrepasseremo mai e persone che non saremo mai”, spiega Jodie Foster, protagonista e produttrice esecutiva di Il Buio nell’anima. “Eppure non puoi sapere come potresti agire in certe circostanze. Puoi definire, a livello intellettuale, la tua etica, ma fino a che non ti confronti con una situazione estrema, che ti cambia, non puoi sapere chi potresti diventare”. Così l’attrice analizza la difficile storia al centro del film diretto da Neil Jordan. Una pellicola durissima in cui una conduttrice di un programma radiofonico, dopo avere subito un ‘aggressione insieme al suo fidanzato che è rimasto ucciso, è trascinata in una spirale di vendetta e rabbia.

Cosa l’affascinava di questo personaggio?
Sicuramente la sua ‘bellissima’ trasformazione in qualcuno che non conosceva e in cui – di certo – non riusciva a riconoscersi. Una figura, forse, più ‘umana’ , ma sicuramente al tempo stesso più mostruosa. E’ sicuramente questa ‘evoluzione’ personale ad avermi convinta ad interpretare questa parte in cui una donna si trova ad affrontare un sentimento come la paura che, poi, si trasforma in qualcos’altro come rabbia e voglia di vendetta. Il suo è un viaggio interiore.

Perché Erica è un giornalista radiofonica…
Per me era importante che lei svolgesse questo lavoro e – credo – che, alla fine, sia stato positivo per il film. Erica vive nella sua testa, tutto viene espresso attraverso la sua voce, così è facile per lei non avere il senso del corpo. In qualche modo era il fidanzato la sua identità fisica. Lei diventa una voce nella notte, come un fantasma, e la voce interiore che udiamo ci permette di capire i suoi pensieri.

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