TERAMO – L’Interamnia World Cup, la coppa del mondo giovanile di pallamano, si è appena conclusa ma a Teramo già si lavora per l’edizione 2012, quella del quarantennale, con il presidente della manifestazione, Pierluigi Montauti, che ha attraversato quattro decenni insieme alla ‘sua’ coppa.
“’Teramo, more than a town’ – dicono in un comunicato gli organizzatori – è la frase con cui l’accompagnatore della delegazione islandese hasalutato questa 39^ edizione dell’Interamnia World Cup ed è la frase che, con l’immediatezza degli slogan, sembra meglio interpretare il significato della manifestazione. Il gradimento e l’affetto che i club e gli ospiti stranieri, presenti a Teramo nella prima settimana di luglio, dimostrano al torneo è l’eredità più grande che rimane all’indomani della grande festa, quando le luci, i suoni e i colori, si spengono sui campi da gioco e sui palchi degli spettacoli. Apprezzamento che quest’anno registra il valore aggiunto del positivo accoglimento dell’impostazione che si vuole dare, l’anno prossimo, all’evento”.
“Quarant’anni sono un anniversario importante – prosegue la nota – l’Interamnia World Cup è una delle manifestazioni più longeve nel suo genere; celebrarne gli obiettivi raggiunti, i meriti conquistati, ciò che ha dato in tutti questi anni a Teramo e al suo territorio, non può che rilanciarne l’immagine e, con essa, anche l’immagine e il ruolo della nostra città. L’entusiasmo con cui è stato accolto il progetto per il 40ennale, presentato nel corso della kermesse, ci lascia guardare positivamente al futuro: molti teams, appassionati dall’idea di rappresentare non già una
nazione, quanto la propria città con sindaci in testa, hanno già garantito la loro partecipazione al torneo, per il prossimo anno e siamo certi che i nostri rappresentanti istituzionali saranno al nostro fianco per agevolare e creare le migliori condizioni per la realizzazione dell’evento”.
Il quarantesimo compleanno della Interamnia World Cup vede il comune di Teramo in prima fila e diverse istituzioni pronte a dare il proprio contributo.
“Raccogliamo il favore con cui il sindaco Maurizio Brucchi ha accolto il progetto – si legge ancora nella nota – assicurando che investirà quanto in suo potere per rendere merito ad una celebrazione che collocherà la nostra città ancora più al centro del mondo. Siamo certi che la Provincia di Teramo svolgerà pienamente la sua funzione di raccordo nel territorio, come ha fatto in questi anni e come ha confermato il vicepresidente Renato Rasicci nella conferenza di presentazione”.
Gli organizzatori ringraziano quindi i Comuni che hanno partecipato anche quest’anno all’Interamnia World Cup, “consentendo di poter ospitare un elevato numero di squadre e che nella prossima edizione avranno un ruolo di primo piano fondamentale per lo svolgimento del torneo. Anche il riconoscimento attribuito alla manifestazione dai patrocini ministeriali, che quest’anno hanno arricchito il torneo, ci lascia ben sperare sul sostegno che si vorrà investire l’anno prossimo nelle importanti iniziative con cui prevediamo di celebrare il nostro anniversario”.
Passata la paura per il ‘flop’, causa crisi mondiale, si guarda con fiducia al futuro.
“Quella che doveva essere un’edizione di transizione – affermano gli organizzatori nella nota – si è rivelata come quella del rilancio e della consacrazione di una manifestazione così bella e importante. Siamo consapevoli che non sarà facile; alla ben nota crisi economica che investe non solo il nostro paese, ma diverse realtà internazionali, c’è da aggiungere un impegno logistico non indifferente, per riuscire ad ospitare un così alto numero di squadre (ne pensiamo 450) e ad accogliere i rappresentanti istituzionali di almeno 200 città”.
“Dovremo ridisegnare la struttura organizzativa e ridefinire le modalità – concludono – per adeguarle alle attività da intraprendere per la migliore riuscita di tutte le iniziative che prevediamo, ma il lavoro, per quanto duro, non ci ha mai spaventati e siamo certi che con l’impegno e la collaborazione di tutti sarà possibile fare di Teramo ‘more than a town’”.






