L’AQUILA – “I ricercatori licenziati, in coerenza con quanto comunicato nei giorni scorsi circa la loro determinazione a non essere fatti oggetto di strumentalizzazione a fini elettorali, pur apprezzando gli inviti hanno deciso di declinarli tutti”.
Così in una nota gli ex lavoratori del centro di ricerca Intecs dell’Aquila, l’ultimo presidio dell’ex polo elettronico a chiudere i battenti a fine dicembre con il licenziamento di circa 60 lavoratori.
Per sensibilizzare le istituzioni e spiegare la loro vertenza “ancora senza soluzione”, i ricercatori sono protagonisti di un presidio in un camper posizionato nel parcheggio di fronte alla sede aquilana della Giunta regionale, a palazzo Silone.
Un presidio “davanti alla sede aquilana dell’assessorato regionale alle crisi e alle attività produttive”, quello amministrato da Giovanni Lolli, come spiegano nella nota, nel quale continueranno “a ricevere tutti coloro che vorranno conoscere in modo diretto la storia e la condizione attuale”.
“Tanti i cittadini che hanno portato la loro gradita solidarietà ai ricercatori licenziati da Intecs. In queste ultime ore gli ex lavoratori hanno ricevuto diversi inviti dalle varie forze politiche per prendere parte agli eventi organizzati nell’ambito della campagna elettorale”, continua la nota, parlando, però, “inviti declinati. Gli ex lavoratori Intecs ritengono che i loro interlocutori non possano che essere le istituzioni – viene spiegato – in particolare quelle preposte alla ricerca di soluzioni alle crisi industriali”.
“Ancora oggi la vertenza dei ricercatori licenziati è priva di soluzioni concrete. Per questo gli ex lavoratori Intecs chiedono a gran voce che siano formalizzati quei percorsi di recupero delle loro professionalità da tempo delineati dalle Istituzioni – concludono – ma che pericolosamente tardano a essere finalizzati”.



