TERAMO – “Vecchia bagascia priva di qualsiasi principio morale”: l’insulto , rivolto alla suocera, è costato caro a un teramano che ha scritto su Facebook offese di ogni genere, rivelando particolari privati della famiglia.
L’uomo è infatti finito a processo per diffamazione: il 50enne, oltre che di diffamazione nei confronti di ex moglie ed ex suocera, è accusato anche di stalking e minacce di morte nei confrotni della ex.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Bruno Auriemma, l’uomo avrebbe postato sul profilo Facebook, con tanto di nomi, particolari riguardanti una storia sentimentale della sua ex scrivendo che la suocera era a conoscenza della relazione della figlia e che l’avrebbe “coperta”, si legge nel capo d’imputazione, “per farla partire in vacanza con lui tenendole i figli. Ora tutti sapete che mia suocera è una vecchia bagascia priva di qualsiasi principio morale”.
La tutela della reputazione in rete è garantita da una serie di sentenze della Suprema Corte intervenute a configurare giuridicamente la realtà web. La Cassazione, proprio in un recente pronunciamento in materia, ha stabilito che “il reato di diffamazione non richiede il dolo specifico, essendo sufficiente ai fini della sussistenza dell’elemento soggettivo della fattispecie la consapevolezza di pronunciare una frase lesiva dell’altrui reputazione e la volontà che la frase venga a conoscenza di più persone, anche soltanto due”.
Per l’uomo l’accusa è di diffamazione aggravata, in quanto sui social network c’è un’elevata potenzialità di raggiungere più persone.






