CANISTRO – Proclamato lo stato di agitazione del personale della casa di cura Ini Canistro (L’Aquila). A darne notizia i sindacati Cgil, Cisl e Uil, a seguito della sospensione dei pagamenti da parte della Asl delle prestazioni sanotarie.
“Nell’incontro del 26 aprile 2017 con la Direzione della struttura – spiegano in in una nota i sindacati – le nostre organizzazioni sono state portate a conoscenza delle criticità derivanti dalla rimodulazione in struttura monospecialistica di Ortopedia, dell’assetto e della conformazione della clinica”.
“Nella stessa riunione – continuano – è stato riferito che la rimodulazione dell’assetto e della conformazione della Clinica, dal mese di febbraio 2018, produrrebbe una eccedenza di personale, stigmatizzata dalle organizzazioni sindacali, che connessa alla sospensione dei pagamenti, produce ritardi nei pagamenti degli stipendi dei dipendenti e dei collaboratori”.
“Il 6 luglio di quest’anno – proseguono i sindacati -, la Direzione delle Risorse umane della casa di cura ha comunicato a sindacati e lavoratori che l’esito dell’incontro avuto in Regione, non è stato positivo, e che, pertanto, non è stato possibile rimuovere tempestivamente il blocco amministrativo che ha sospeso, da febbraio 2018, la remunerazione corrente delle prestazioni sanitarie erogate e ritenute, tra l’altro, legittime e appropriate dalla stessa Asl”.
“Di conseguenza, l’Ini di Canistro ha dichiarato di non poter rispettare il termine previsto per la corresponsione degli stipendi. Per risolvere positivamente la questione, la stessa Ini, ha comunicato che, da parte dei dirigenti regionali è stata prospettata una soluzione mediante un atto che sblocchi definitivamente la situazione e superi questa fase d’emergenza”.
“A seguito della situazione sopra esposta, in quanto organizzazioni sindacali – aggiungono – abbiamo richiesto un incontro urgentissimo all’assessore regionale alla Sanità, al responsabile del Dipartimento per la Salute e il Welfare della Regione Abruzzo, al direttore generale, al direttore amministrativo, al direttore sanitario della Asl 1 di Avezzano – Sulmona – L’Aquila ed alla Direzione della Ini Canistro, al fine di affrontare la problematica relativa al pagamento degli stipendi dei lavoratori che, a tutt’oggi, è rimasta priva di riscontro”.
“Tanto premesso – aggiungono – le scriventi hanno ritenuto necessario ed opportuno, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori nel percepire la giusta retribuzione per il lavoro svolto, proclamare lo stato di agitazione del personale chiedendo, secondo quanto previsto dalla vigente normativa sui servizi pubblici essenziali, la convocazione da parte del Prefetto della Provincia dell’Aquila di tutte le parti interessate ed in primis la Regione Abruzzo, al fine di ricercare in tempi brevissimi, le necessarie soluzioni”.
“Le scriventi organizzazioni sindacali – concludono – continueranno le azioni di lotta a difesa dei lavoratori fino alla positiva e definitiva risoluzione della vertenza”.





