L’AQUILA – “Bisogna utilizzare la massima cautela evitando di creare un clima di paura e di panico nei confronti della vaccinazione antinfluenzale, che ogni anno salva nel mondo milioni di vite”.
Lo afferma Sergio Tiberti, docente di Igiene del dipartimento di Medicina dell’Università dell’Aquila, e componente del Comitato scientifico del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm).
Sono due i lotti di vaccini Fluad bloccati in diverse regioni dopo le 13 morti sospette in tutta Italia, di cui tre verificasi in Abruzzo: un uomo di 89 anni è deceduto in casa a Francavilla al Mare (Chieti), l’altro anziano nelle vicinanze di Lanciano (Chieti), è morto per ictus, e poi c’è la donna di 73 anni che si è spenta a Teramo a 19 giorni dalla profilassi.
In tutto lo stivale sono scattate 4 inchieste, a Siena, Siracusa, Prato e Chieti. Nella città abruzzese il sostituto procuratore Marika Ponziani, ha aperto un fascicolo per la morte dell’anziano deceduto a Francavilla al Mare mentre il pm ha ordinato l’autopsia e il perito verrà nominato nei prossimi giorni.
Sono intanto migliaia le persone che temono per la loro salute e quella dei loro cari.
Ma secondo il professor Tiberti, la cosa principale da fare è non creare allarmismi o alimentare psicosi collettive e attendere gli esiti delle indagini. E continuare a vaccinarsi.
“Voglio ricordare che ancora non è stata dimostrato il nesso di causalità vaccinazione-decesso – spiega – Bisogna poi tener presente che tutte le persone decedute sono persone molto anziane, quindi con possibili malattie croniche già presenti”.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ieri ha spiegato che i primi test stanno dando esito negativo mentre il presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli ha aggiunto che se martedì arriveranno i risultati delle analisi tossicologiche, il blocco di utilizzo del vaccino potrebbe già essere tolto.
In questo clima di incertezza e paura, le vaccinazioni devono comunque continuare secondo gli esperti.
L’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci ha spiegato che “dopo aver ritirato tempestivamente i lotti di vaccini antinfluenzali sospetti, la campagna continuerà perché altrimenti il fattore di rischio è più alto”.
Sulla stessa linea Tiberti, che snocciola alcuni dati sull’efficacia della profilassi: “L’influenza ogni anno fa 8 mila morti in Italia, nel mondo sono milioni le persone salvate dalla vaccinazione”.
“Rilevo che il ministro Lorenzin sta seguendo in prima persona e in modo ottimale la problematica. Adesso bisogna solo attendere i risultati delle indagini scientifiche”, conclude.
Terza morte sospetta a Teramo, probabilmente legata alla somministrazione del vaccino antinfluenzale.
Come riporta Il Centro, sabato nel reparto di Rianimazione del Mazzini è deceduta Rita Giuseppina Marcattili, 73 anni di Rapino, una frazione di Teramo.
La donna era stata ricoverata in gravi condizioni il 26, con una grave insufficienza respiratoria da scompenso cardiaco. La donna si era vaccinata il 7 novembre, cioè 19 giorni prima.
Intanto, nell’inchiesta sulla morte della donna di Frisa (Chieti), il pm Anna Benigni ha stabilito che sarà riesumata la salma dell’89enne, Genoveffa Giovina Bellisario, deceduta lo scorso mercoledì a 24 ore dalla vaccinazione con uno dei lotti di Fluad segnalati dall’Aifa.
Il pm ha nominato consulente Adriano Tagliabracci dell’Istituto di Medicina legale di Ancona che giurerà domani.
La procura di Lanciano, che giudica la riesumazione un “atto doveroso” più che dovuto, ha aperto un’inchiesta.
Ieri i Carabinieri hanno sequestrato la siringa.
I carabinieri del Nas sequestreranno nel Chietino le dosi residue del lotto del vaccino Fluad sospeso in via precauzionale dall’Aifa dopo la morte di alcune persone.
Lo fa sapere il manager della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro, sottolineando che complessivamente, nel Chietino, sono stati somministrati 20 mila vaccini appartenenti al lotto in questione, mentre sono mille quelli residui. Il personale della Asl sta recuperando materialmente tali dosi, per il successivo sequestro.
Il manager della Asl ha fatto il punto della situazione sulla questione vaccini, assieme al direttore del Servizio igiene epidemiologia e sanità pubblica (Siesp), Nicola Di Marco, a margine di una conferenza stampa.
Ribadendo che “l’utilizzo delle dosi di quel lotto è stato bloccato”, Zavattaro ha sottolineato che “i Nas, per ordine di una delle cinque procure titolari delle inchieste sul caso, verranno a sequestrare la parte residua del lotto in questione.
“Questa – ha spiegato – è un’informazione che abbiamo appreso poco fa. Noi stiamo provvedendo a recuperare materialmente quelle dosi”.
Di Marco ha spiegato che, per la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, “le dosi del lotto 143301 sono 21 mila: 20 mila vaccini sono già stati somministrati, mentre i restanti mille sono in corso di recupero, per il sequestro. Solo il 10% di questi vaccini – ha concluso – è gestito dalla Asl, mentre la parte restante è affidata ai medici di medicina generale”.
“Laddove venisse dimostrata una relazione, la Regione Abruzzo chiederà i danni: sia quelli legati al vaccino, sia quelli dovuti all’ansia che ne è conseguita e alle mancate vaccinazioni, con i danni che tutto questo potrebbe produrre, tenuto comunque conto che quella correlazione va certificata e allo stato attuale è negata dal Ministero”.
Lo ha affermato l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, sottolineando che “in Abruzzo al momento i casi sospetti sono tre”, due nel Chietino e uno nel Teramano.
L’assessore ha rinnovato l’invito a continuare la campagna di vaccinazione, perché “gli effetti connessi a una mancata vaccinazione sono davvero molto rilevanti, soprattutto per le persone più fragili, a partire dagli anziani o da coloro che soffrono di alcune pesanti cronicità e tanto altro”.
Laddove non si dovesse proseguire la campagna e non ci dovessero essere vaccinazioni diffuse – ha sottolineato Paolucci – io credo che i danni alla salute sarebbero significativamente più alti”.
“Siamo stati tempestivi – dice ancora l’assessore – perché la sera ci hanno detto di sospendere i due lotti e la mattina erano già bloccati. Il ministro Lorenzin attualmente ha dichiarato che i primi test negano una correlazione tra i decessi e l’utilizzo di quei vaccini”.
“Il suggerimento attuale, e non c’è senso di darne un altro fino a quando non ci arriveranno comunicazioni diverse da chi di dovere – conclude Paolucci – è di continuare la campagna di vaccinazione”.



