L’AQUILA – Un coordinamento delle forze di polizia del territorio regionale nella quale sono stati approfondite le strategie per serrare le fila nella lotta alle infiltrazioni mafiose nella regione e in particolare nel “cratere” del terremoto, dove insiste il cantiere più grande d’Europa, e dove ci sono tracce evidenti della presenza di camorra, ma soprattutto di ‘ndrangheta.
È il significato del summit convocato oggi dal procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Alfredo Rossini.
Si è trattato di una riunione blindata con l’accesso la sede della procura resa inaccessibile dalla presenza di forze dell’ordine che hanno impedito ogni contatti con i protagonisti.
Al termine nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni; il procuratore Rossini è stato irreperibile per tutta la giornata.
Secondo quanto si è appreso il procuratore ha convocato la riunione per fare il punto della situazioni e approfondire le strategie.
All’incontro non ha partecipato il sostitito Olga Capasso, magistrato della direzione nazionale antimafia distaccato all’Aquila proprio per rafforzare la squadra impegnata contro le infiltrazioni della malavita organizzata.






