L’AQUILA – “Si discute spesso sul tasso di disoccupazione giovanile, ma il punto è che la mia impresa, come tante altre, ha una enorme difficoltà a trovare personale, anche operai semplici, non qualificati, perché poi a formarli ci pensiamo noi. E’ un problema enorme, ed è urgente dunque aumentate le quote di lavoratori stranieri che possono entrare nel nostro Paese, che tanto non vengono a rubare lavori che gli italiani non vogliono più fare”.
La considerazione che rompe più di un luogo comune, intervistato da Abruzzoweb a margine dell’Abruzzo Economy summit all’Aurum di Pescara della scorsa settimana, è di Luca Tosto, amministratore delegato della Walter Tosto, punta di diamante dell’industria abruzzese, nella progettazione e produzione di componenti per l’industria di processo, eccellenza riconosciuta in tutto il mondo nella realizzazione di apparecchi in pressione. Con sei stabilimenti a Chieti, un workshop all’interno del porto di Ortona con sbocco diretto sulle vie del mare, uno stabilimento con sede a Bucarest, ed un ulteriore insediamento ad Oltenița in Romania con accesso diretto al fiume Danubio, e anche a Dubai, con 110 milioni di euro di fatturato medio annuo, e oltre 1400 dipendenti, di cui 900 in Abruzzo.
Un’impresa in crescita, a cui paradossalmente, non mancano i mercati e le commesse, ma più banalmente le braccia.
“La carenza di giovani disposti a fare l’operaio è enorme – spiega infatti l’ad -, eppure i contratti sono ottimi, come pure le retribuzioni. Per fortuna riusciamo ad assumere operai anche over cinquantenni, spesso che erano rimasti disoccupati, persone affidabili, anche se non tutte le competenze si riescono ad acquisire dopo una certa età. E in ogni caso è per noi importante avere anche energie fresche. Evidentemente incide anche il calo demografico, ovvero c’è meno forza lavoro giovane e italiana, perché ci sono meno giovani in assoluto, e c’è anche un fatto culturale, sembra evidente che certi lavori, come quello dell’operaio che pure garantisce buone retribuzioni, non sia più attrattivo”.
E aggiunge: “per quello che ci riguarda, la stretta sul reddito di cittadinanza non ci ha spostato praticamente nulla. A subire effetti negativi nel reperimento di manodopera, del resto, erano state determinate attività del settore terziario, che offrivano lavori stagionali, e con livelli retributivi bassi”.
Si dice spesso, anzi sempre, che quello che manca, è l’incrocio della domanda e dell’offerta, e che occorre migliorare di molto la formazione scolastica per creare poi competenze utili nell’attuale mondo del lavoro.
Eppure la Walter Tosto collabora già con l’Istituto tecnico “L. di Savoia” di Chieti con il quale è stato istituito un percorso di studi personalizzato che coinvolge l’indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia, accoglie da anni gli studenti degli istituti tecnici, professionali e dei licei del terzo, quarto e quinto anno scolastico, per lo svolgimento delle attività di alternanza scuola lavoro, ha inoltre attivato una partnership con l’istituto professionale “Di Marzio – Michetti” di Pescara, con il quale vengono svolti percorsi volti a far acquisire competenze nelle aree della saldatura e delle lavorazioni meccaniche. Ha promosso e attivato la qualifica professionale in Operatore di caldareria in collaborazione con l’Iis “Umberto Pomilio” di Chieti. Oltre ad organizzare in proprio tanti corsi professionali e master.
Ebbene, traccia un bilancio Luca Tosto, “tutti quelli che escono da questi percorsi di formazione vengono da noi assunti, o da altre aziende, ma non sono sufficienti, non bastano mai, in particolare per un’impresa come la nostra, molto dinamica, e che si trova spesso nella necessità di ampliare gli organici per far fronte ai molteplici appalti e commesse”.
Ed una soluzione dice chiaro e tondo Luca Tosto, che è anche presidente regionale della Confimi Abruzzo, sarebbe quella di aumentare le quote di lavoratori stranieri, che possono venire in Italia, oltre quelle fissate finora dal governo di Giorgia Meloni nel decreto flussi, di 136.000 cittadini stranieri per 2023, e poi 151.000 per l’anno 2024 e 165.000 cittadini stranieri per il 2025.
“Le attuali quote, non bastano – taglia corto Luca Tosto -. Tale è la domanda da parte delle imprese che nell’ultimo click day è andato in tilt il sistema di prenotazione. Inoltre, solo le aziende di Stato possono superare il limite di quote, e ciò rappresenta un gap per le aziende private. Come Confimi, a livello nazionale, abbiamo avanzato una proposta che ci sembra ragionevole, e che speriamo venga accolta: le aziende virtuose che fanno utili, che assumono regolarmente, che assumono giovani, che rispettano le regole e che hanno rapporti con le università e le scuole, devono poter avere un cuscinetto di quote aggiuntive, per mantenere la loro competitività”.
Del resto conclude Luca Tosto, “siamo presenti anche a Dubai e lì la manodopera non manca, possiamo assumere chiunque da ogni parte del mondo, non ci sono limiti all’immigrazione di manodopera, che arriva soprattutto dall’India, dove sono 1,3 miliardi. In Romania è peggio dell’Italia, non troviamo giovane manodopera romena, ma lì però riusciamo a compensare con manodopera extracomunitaria, non essendoci tetti e quote massime”. Filippo Tronca





