L’AQUILA – “Grazie alla qualità delle risorse umane e agli elevatissimi investimenti delle imprese – 60 milioni di euro circa in Ricerca e sviluppo farmaceutico, una cifra che rappresenta oltre il 20% del totale delle imprese nella regione – in Abruzzo la produttività del lavoro della farmaceutica è superiore a quella di Paesi come Germania, Francia o Spagna”.

Lo ha sottolineato la vicepresidente di Farmindustria, Lucia Aleotti, intervenendo all’evento di Farmindustria ‘Innovazione e Produzione di Valore. L’industria del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere’, organizzato a L’Aquila presso il polo farmaceutico nell’auditorium Dompé.

Indicando i numeri del settore nella Regione, Aleotti ha rilevato la forte crescita del territorio: “Oltre 800 milioni di euro di export nel 2022, cresciuto del 172% negli ultimi 5 anni e pari a circa il 10% dell’export manifatturiero della regione e al 75% dell’export hi-tech regionale”. Inoltre, si contano “1300 addetti diretti che raggiungono i tremila con i settori fornitori”.

La presenza dell’industria farmaceutica in Abruzzo vede presenti aziende come Alfasigma, Dompé, Menarini, Sanofi.

L’Aquila e Pescara risultano fra le principali province in Italia sia per numero di addetti nella farmaceutica sul totale in Italia, sia per incidenza degli addetti sul totale manifatturiero della provincia.

A L’Aquila l’export della farmaceutica è cresciuto del 58% e il settore è primo con il 53% dell’export manifatturiero nel 2022 (44% nel 2021). “L’Abruzzo è un territorio paradigmatico dell’industria farmaceutica in Italia – afferma Marcello Cattani, presidente di Farmindustria -. Sia per la capacità di resilienza e la voglia di guardare al futuro, come dimostrato dopo il tragico terremoto del 2009, sia per la presenza di molte aziende, radicate nel territorio da anni, diverse e sempre innovative, a capitale italiano o internazionale, che rappresentano tutte il made in Italy e creano opportunità di buona occupazione e rapporti sinergici con le aziende locali dell’indotto”.

Sergio Dompè, presidente Dompè Farmaceutici, ha osservato:  “L’Italia spende meno di altre nazioni in ricerca e sviluppo, ma se si fa il rapporto tra la spesa, il numero di ricercatori e la resa, i nostri ricercatori sono tra i migliori al mondo”.

“L’Italia e la Germania per la produzione farmaceutica hanno una posizione competitiva simile e sono in testa al contesto europeo. In Abruzzo – ha affermato Dompè – abbiamo una intensità di investimenti e di export che ci fa essere realmente competitivi e attrezzati anche nei confronti con la Germania, un risultato molto importante, e il futuro, grazie alla presenza di università e aziende del farmaco, ha ancora possibilità di ulteriore sviluppo come ha dimostrato l’ultimo triennio in cui siamo cresciuti sempre e mai arretrati”.

“A fare la differenza qui – ha concluso – è la qualità degli abruzzesi, capaci di rialzarsi dopo il terremoto che qui nel nostro stabilimento ha fatto danni importanti per 10 milioni di euro”.

Ad intervenire anche il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’aquilana Fausta Bergamotto

“Bisogna ridisegnare una politica industriale e per questo sono stati fatti vari tavoli, dal settore farmaceutico all’automotive, e bisogna ridisegnare una politica industriale farmaceutica perchè il farmaceutico è un settore strategico per il Paese: sono tanti gli investimenti che vengono fatti anche in Italia ma dobbiamo recuperare competitività e diventare un Paese attrattivo, perchè Stati Uniti, Cina ed Emirati Arabi la fanno un pò da padrona sulle materie prime”, ha detto il sottosegretario.

“Dobbiamo raggiungere una nostra autonomia. La pandemia ci ha insegnato anche questo. Per recuperare competitività, ovviamente – ha rilevato Bergamotto – il discorso va affrontato a livello europeo e non solo nazionale e intanto noi come Pase stiamo lavorando attraverso un tavolo apposito per capire quali sono le criticità, le esigenze e, in un’ottica di prospettiva, a lavorare anche ad una riforma di settore per ricostruire l’intera politica industriale, e regole e investimenti fanno parte di questo”. Il sottosegretario ha infine espresso l’auspicio che il Pnrr possa prevedere ulteriori risorse destinate a tali obiettivi.