L’AQUILA – “L’incontro tra Kim Jong Un e Trump? Sono stanco morto, ho seguito la diretta alle 3 di notte, in mutande, mi sono emozionato di gioia, ho combattuto anni per renderla possibile. Quando ho visto la stretta di mano, stanotte, ho pianto di gioia davanti alla televisione”. E’ un euforico Antonio Razzi quello che oggi a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha commentato lo storico incontro di Singapore tra il leader nordcoreano e quello americano.

“Io lo sapevo da anni – ha continuato l’ex senatore -, ho guardato negli occhi tante volte Kim Jong Un e ho capito che voleva la pace. Ma solo perché oggi c’è Trump, con Barack Obama non ci sarebbe mai stata la pace”.

E alla domanda dei conduttori “come mai non è stato ricandidato in Forza Italia?”, Razzi ha risposto: “Forse Forza Italia non mi ha candidato perché troppo vicino alla Corea del Nord. Sicuramente il coordinatore abruzzese non mi voleva, non lo so, e comunque ho provato tante volte a parlare di Berlusconi, dallo scorso ottobre l’avroò chiamato venti volte ma non mi hanno mai richiamato”.

“Umanamente ci sono rimasto male – ha confessato Razzi -, prima mi chiamava sempre lui, mi ha chiamato ogni anno per farmi gli auguri per il mio compleanno. Tranne quest’anno”.

E a quanti gli domandano se ha intenzione di candidarsi con la Lega, risponde:  “No, sono ancora di proprietà di Berlusconi e Salvini non mi ha mai chiesto di candidarmi, una lista civica mi ha chiesto di candidarmi come capolista in Abruzzo. Certo se Berlusconi non mi richiama più, se mi lasciano libero e Salvini mi vuole, io vado…”