PESCARA – Sono stati arrestati per estorsione due transessuali, che da mesi ricattavano un cliente.

L’uomo, credendo di incontrare una giovane e bella escort, contattata on line, si era recato in un appartamento alla Spezia. Ad aprirgli la porta però era stato un transessuale.

Rifiutatosi di consumare la prestazione, il cliente, visto l’equivoco, se ne era andato. Ma poco dopo iniziarono le minacce che, in buona sostanza, erano le seguenti: “Abbiamo il video del tuo ingresso in casa, se non ci dai 200 euro mettiamo tutto sul web e ti sputt…mo”.

Decine i messaggi di minacce, ricatti e insulti, che continuavano nonostante il malcapitato bloccasse i numeri da cui veniva contattato. Il cliente si è sempre rifiutato di cedere all’estorsione, fino a denunciare tutto ai carabinieri di Massa.

Una volta rintracciati i numeri di telefono da cui provenivano le chiamate, i carabinieri sono risaliti a due transessuali, attualmente residenti a Verona, già noti alle forze dell’ordine per il modus operandi con cui adescavano clienti e poi li ricattavano.

I due sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, che stanno scontando in provincia di Pescara dove si erano trasferiti da Verona.

I due transessuali sono italiani, hanno 29 e 25 anni, e secondo gli inquirenti non sono nuovi a questo tipo di comportamento.

Il modus operandi era sempre lo stesso: il cliente veniva adescato e loro lo filmavano per poi chiedergli una somma di denaro in cambio del ‘silenzio’.

Su richiesta del pm Marco Mansi, il gip Alessandro Trinci di Massa ha emesso un’ordinanza con la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Nel frattempo i carabinieri hanno appurato che i due si erano spostati a Verona, così con la collaborazione dei colleghi della città veneta li hanno intercettati e li hanno arrestati.

I due si trovano ora nella loro residenza, in provincia di Pescara, dove rimarranno a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del processo.