SULMONA – Dopo il duro attacco del coordinatore della Lega a Sulmona, Nicola Di Simone, nei confronti dell’assessore regionale con delega alla cultura, Mauro Febbo, di Forza Italia, sull’Apc (l’agenzia di promozione culturale), arriva la richiesta di rettifica da parte dell’ufficio stampa del coordinatore cittadino del carroccio.

Una richiesta giustificata da un errore nell’invio del comunicato stampa, non autorizzato dal segretario cittadino, che però, nel frattempo, è stato pubblicato dalle principali testate giornalistiche regionali. L'”errore” ha creato imbarazzo all’interno della Giunta regionale causando l’ennesima frizione all’interno del centrodestra di cui la Lega è azionista di maggioranza.

Un “disguido”, come è stato definito da Antonio De Panfilis, della segreteria consiliare della Lega, che però ha generato la dura reprimenda dell’assessore regionale che ha invitato “il coordinatore malinformato ad informarsi prima di parlare, a riflettere prima di scrivere comunicati insensati, a leggere la documentazione e studiare quello che la Regione ha prodotto per Sulmona e, casomai, relazionarsi con i miei colleghi della Lega che ben conoscono il lavoro fino ad oggi portato avanti dalla giunta Marsilio”.  

Il riferimento è, in primis, all’attacco del primo comunicato di Di Simone: “L’assessore Febbo, politico di lungo corso ed abile mistificatore, pensa di trattare Sulmona e i suoi cittadini al pari di una tribù di pastori degli altipiani etiopi, (con tutto il rispetto per  i ‘mitici pastori etiopi’!)”. 

E ancora: “A Sulmona abbiamo tolto l’anello al naso da un pezzo, abbiamo addirittura imparato a riconoscere gli amici dai nemici ed oggi sappiamo che questa città ha  un nemico in più, si chiama Mauro Febbo. Ce ne ricorderemo”.

Poi l’invio del secondo comunicato che, seppur ammorbidito nel lessico, non cela le tensioni.

Di seguito la nota “corretta” del coordinatore della Lega di Sulmona:

“Sono deluso e sconcertato per come l’assessore regionale Mauro Febbo sta trattando Sulmona e i suoi cittadini”. 

“Dopo aver deciso unilateralmente di chiudere la posizione  del responsabile dell’ufficio, accorpando di fatto la sede di Sulmona ad Avezzano, prova a buttare fumo negli occhi dei Cittadini con lo scopo di nascondere le sue malefatte”.

“Nutro forti dubbi sul fatto che Febbo abbia chiaro dove si trovi Sulmona, ma sicuramente non sa dove si trova palazzo Portoghesi ( da lui definito palazzo storico) e quale è stata la sua funzione ed importanza dello stesso per Sulmona. Febbo, nel vano tentativo di nascondere l’ennesimo scippo alla città, di cui lui ha tutto il merito e la paternità , si è addirittura travestito da difensore delle nostre attività culturali. Nulla di più falso. Confondere i fondi del Masterplan ed altri sul turismo e cultura, già finanziati precedentemente, serve soltanto a buttare fumo negli occhi di chi legge i suoi comunicati, ma non cambia la sostanza”.

“L’APC ed i servizi culturali sono altra cosa . Inoltre non risulta negli uffici regionali che lui si sia mai interessato prima d’ora,  della procedura di alienazione della sede dell’ ex Istituto di Formazione Professionale, ma, vista la sua presunta buona volontà,  lo Invito a trovare gli ulteriori fondi necessari (circa un milione e mezzo di euro) che mancano per la riparazione di Palazzo Portoghesi (che non è un palazzo costruito dai Portoghesi) semmai andrà a buon fine l’asta. Come Lega ci siamo impegnati per mantenere l’autonomia gestionale dell’APC, scontrandoci con chi, per salvaguardare il suo orticello , ha, di fatto, operato l’ennesima espoliazione ai danni di questa città”.

“Sulmona è stufa di queste azioni, Sulmona sà distinguere gli amici dai nemici, da oggi sappiamo che la città di Sulmona ha  un nemico in più , si chiama Mauro Febbo”.