SPOLTORE – “Dopo aver fatto per quasi un decennio opposizione a Spoltore, nel 2007 sottoscrivemmo con il centrosinistra un programma di coalizione per dare una svolta alla città. Lo slogan di allora era ‘evitiamo la montesilvanizzazione di Spoltore’. Dopo due anni di fortissimi scontri con l’amministrazione di Franco Ranghelli nel 2009 tornammo all’opposizione”.

A parlare sono Corrado Di Sante, segretario provinciale del Prc di Pescara e Pina Pagliuca, segretaria Prc Circolo Che Guevara di Spoltore (Pescara), sull’ondata di arresti legati allo scandalo rifiuti nel comune pescarese.

“Quando si parlava di urbanistica – spiegano – di gestione dei rifiuti, delle Torri Gemelle, del City Moda e del nuovo impianto di trattamento rifiuti previsto in località Fosso Grande di cui da subito contestammo il cambiamento di destinazione d’uso dei terreni, il programma veniva completamente disatteso. Ci siamo battuti per anni contro l’idea di edificare torri in zona ad alto rischio di esondazione, abbiamo cercato di impedire lo scempio del nostro territorio a favore dei soliti noti, per questo ritenemmo a quel punto di essere incompatibili con la Giunta Ranghelli malgrado il consigliere da noi eletto scegliesse di cambiare partito pur di continuare a sostenere il sindaco”.

“Quanto trapela in merito agli arresti oggi non ci stupisce – continuano – potremmo citare almeno una dozzina di nostri interventi pubblici e sulla stampa di denuncia ed opposizione ai fatti che, a quanto si apprende, sono al centro dell’azione della magistratura. Evidentemente, le cose dopo la nostra fuoriuscita dall’amministrazione sono andate oltre le nostre più pessimistiche previsioni. Scegliemmo di rompere con Ranghelli su temi specifici e di merito senza piegarci alla politica della rissa e del pettegolezzo. Successivamente fummo seguiti all’opposizione da altre forze del centrosinistra”.

Gli esponenti di Rifondazione si augurano che Ranghelli “non sia vittima di ‘patologie ingravescenti’, come accadde al collega di Pescara. Il sindaco e i consiglieri si dimettano lasciando l’amministrazione a un commissario che porti il comune verso le elezioni”.