L’AQUILA – La procura della Repubblica dell’Aquila formalizzerà entro l’inizio dell’estate le sue decisioni sull’inchiesta relativa agli isolatori sismici installati nei nuclei del progetto C.a.s.e..
Sono 6 gli indagati iniziali di questo filone, accusati di frode nelle pubbliche forniture: in un appalto da 7 milioni di euro per quasi 5 mila isolatori hanno realizzato e fatto inserire nelle ‘new town’ sistemi che, nelle prove di laboratorio in California, in alcuni casi si sono rotti, anche se le difese contestano questi esperimenti.
I pm hanno riscontrato l’uso di materiali diversi rispetto a quelli descritti nel capitolato di gara e l’assenza di numerose certificazioni tra cui quella del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Un’inchiesta che ha suscitato grosso clamore tra la popolazione visto che, dopo le indagini sui crolli di edifici malcostruiti che hanno causato numerose vittime grazie anche alla forza del sisma, ci si aspettava che almeno nelle nuove realizzazioni tutto venisse fatto a regola d’arte. Invece, almeno dalle tesi dell’accusa, sembra che non tutto sia perfetto.
Dopo la chiusura delle indagini preliminari, il sostituto procuratore Fabio Picuti ha scagionato 3 degli indagati, in particolare Michel Bruno Dupety, presidente del consiglio di amministrazione della Alga Spa, una delle ditte fornitrici, Donatella Chiarotto, presidente della Fip, altra ditta fornitrice, e Mauro Scaramuzza, dirigente della medesima azienda.
Per questi tre devono essere ancora formalizzate e recapitate le richieste di archiviazione, un passaggio chiave per andare oltre. Solo dopo, infatti, di qui l’ipotesi temporale di un paio di mesi, arriveranno le altre richieste, in questo caso di rinvio a giudizio, per i tre rimanenti.
Due di questi sono ‘vecchie conoscenze’: Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento per il progetto C.a.s.e. presso il dipartimento della Protezione civile e Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del progetto C.a.s.e.. Entrambi sono stati già condannati in primo grado per omicidio colposo e disastro colposo, come componenti della commissione Grandi rischi che si riunì all’Aquila il 31 marzo 2009, a cinque giorni dal sisma, e sottovalutò il rischio sismico, rassicurando gli aquilani.
Il terzo indagato per il quale, da quanto si apprende, verrà chiesto il rinvio a giudizio è Agostino Marioni, amministratore della società Alga Spa.
L’indagine giudiziaria sugli isolatori ha preso le mosse a partire dall’inchiestas giornalistica “A prova di sisma”, realizzata dall’emittente RaiNews24, in cui venivano evidenziate appunto anomalie nella fornitura.
La procura ha preso di petto questa vicenda, tanto che l’allora procuratore Alfredo Rossini, successivamente scomparso, dichiarò lapidario: “Chi guadagna e basta va in galera”.





