L’AQUILA – “Questo lo sanno tutti, io ero il duce, il despota, quello che disponeva di potere di vita o di morte nei confronti di tutti”.

Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, commentando l’intervista rilasciata dal presidente dimissionario della Btp (azienda del consorzio Federico II), Riccardo Fusi, in cui afferma che “con la storia dell’emergenza, Bertolaso faceva gare a trattativa privata e assegnava i lavori a chi voleva lui”.

“È un film – ha aggiunto Bertolaso – che qualcuno si è scritto e si è girato. Ne abbiamo avuti tanti di film in questo periodo. Da quello che mi hanno raccontato, mi pare però che Fusi abbia detto anche di non essere mai stato contattato da Bertolaso. Evidentemente anche questa è una notizia, e forse è una notizia un po’ più vera”.

Quanto alla trasparenza della gestione dei lavori di emergenza e ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009, il capo dipartimento ha sottolineato che “le carte cantano. L’autorità di vigilanza dei lavori pubblici – ha elencato – ha verificato tutto quello che abbiamo fatto, la commissione europea pure, mi pare che la magistratura lo stia facendo. Sul nostro sito, da tempi non sospetti sono pubblicate tutte le gare europee che abbiamo fatto, tutti i vincitori, tutti i subappaltatori”.

“Se mi trovate in giro per il mondo un’altra operazione condotta con altrettanta trasparenza – ha concluso Bertolaso, rivolgendosi ai cronisti – ve ne sarò grato”. (alb.or.)

ROSSINI: ”VERDINI NON VIENE? E’ SUO DIRITTO”

L’AQUILA – “Verdini non si presenta all’interrogatorio? Bene, è un suo diritto. Essendo un deputato, non posso costringerlo a venire”.

Così il procuratore capo dell’Aquila, Alfredo Rossini, anche procuratore distrettuale antimafia, commenta la decisione di non sottoporsi alle domande dei Pm presa dal parlamentare Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, convocato per l’interrogatorio di lunedì prossimo, 18 ottobre, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 e la ricostruzione post-terremoto.

Il procuratore, “solo a livello generale, non in riferimento alla vicenda Verdini”, ricorda che “l’interrogatorio è anche un’opportunità per la difesa, che può spiegare le proprie ragioni e dare elementi per chiarire la posizione degli indagati”.

Verdini è indagato con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio insieme all’imprenditore Riccardo Fusi, presidente dimissionario della Btp, e all’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, ex vice presidente dell’Ance dell’Aquila.

Anche Fusi e Barattelli sono stati convocati per lunedì prossimo. Le indagini della Procura Distrettuale Antimafia sono tese a provare, oltre all’abuso d’ufficio, anche la corruzione.

Secondo l’accusa, Fusi e Barattelli, che insieme ad altre due imprese aquilane, Vittorini Emidio ed Equizi-Marinelli, dopo il terremoto hanno costituito il consorzio “Federico II”, sono riusciti ad aggiudicarsi appalti grazie ai buoni rapporti intrattenuti con personaggi politici nazionali, tra i quali Verdini.

Tra le risultanze delle intercettazioni c’è anche l’episodio di un incontro degli imprenditori con l’abruzzese Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri.

Gli interrogatori di lunedì saranno portati avanti dal procuratore capo Rossini e dal sostituto Olga Capasso, magistrato della direzione nazionale antimafia, distaccata all’Aquila per rafforzare la squadra che lavora alle possibili infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione post-sisma.

 

ARTICOLI CORRELATI:

PARLA FUSI: ”BERTOLASO DAVA LAVORI A CHI VOLEVA”