L’AQUILA – Chi si aspettava importanti rivelazioni nell’ambito dell’inchiesta sul G8 e sugli appalti del post sisma è rimasto deluso. Nessuno si è presentato ieri davanti ai Procuratore del tribunale dell’Aquila Alfredo Rossini (nella foto), procuratore capo dell’Aquila e procuratore Distrettuale Antimafia, e del sostituto Olga Capasso, magistrato della direzione nazionale antimafia, distaccata all’Aquila per rafforzare la squadra che lavora alle possibili infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione del dopo terremoto.
Le indagini sono tese a provare, oltre all’abuso d’ufficio, anche la corruzione nell’ambito di presunti favori ottenuti nella realizzazione di opere realizzate nei mesi successivi al 6 aprile 2009.
Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, già da qualche giorno aveva fatto sapere tramite il suo avvocato Marco Rocchi che non sarebbe venuto all’Aquila. Oggi la stessa linea difensiva è stata adottata da un altro degli indagati, il presidente dimissionario della Btp Riccardo Fusi, atteso in un primo momento nel capoluogo per gli interrogatori per poi dare forfait all’ultimo minuto.
Non si è recato dai giudici nemmeno l’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del consorzio Federico II, a causa di motivi familiari, ovvero un grave problema di salute che ha colpito la madre nella giornata di sabato.
“Non sono sereno per affrontare l’interrogatorio a causa del cataclisma che ha colpito la mia famiglia – spiega l’imprenditore -. Sono sempre stato a disposizione, chiedo qualche giorno di pazienza per i miei problemi familiari. Nel giro di una settimana sarò davanti ai Pm per chiarire ancora una volta la mia posizione. Ho fiducia nella magistratura, ma non posso che ribadire la mia estraneità ai fatti che mi sono contestati”.
Barattelli, inoltre, ha sottolineato che la sua assenza non è assolutamente da mettere in relazione con decisioni di altri indagati: “Non vorrei venissero fatti accostamenti, non sono presente per gravi motivi familiari”. Il riferimento è all’assenza di uno dei coordinatori nazionali del Pdl, il parlamentare Denis Verdini.
In mattinata l’avvocato di Barattelli, Attilio Cecchini aveva giustificato l’assenza del suo assistito con un improvviso malore della madre ricoverata in ospedale. Per gli altri due invece non c’era stata nessuna comunicazione tant’é che il Procuratore si è detto disponibile ad allungare di un’ora, un’ora e mezza l’orario originalmente stabilito alle ore 11 per poter procedere all’interrogatorio
I magistrati non hanno potuto far altro che prendere atto dell’assenza degli indagati.
“L’ interrogatorio dell’indagato o dell’imputato è fondamentalmente uno strumento di difesa dello stesso. Avendo avuto la contestazione dei fatti dal magistrato, l’imputato può risolvere la vicenda facendo presenti le prove che ha a suo vantaggio presentando un alibi o dimostrando che stava da un’altra parte” ha dichiarato il procuratore Alfredo Rossini che ha aggiunto:
“Tutte cose che permettono al pubblico ministero di poter chiedere l’archiviazione. Se praticamente non intendono venire o approfittare sono scelte difensive. Naturalmente noi, avendo fatto le contestazioni e avendo mandato gli atti, se dalle carte dovessero risultare elementi sufficienti per poter andare avanti ai giudici lo faremo tranquillamente perché non c’é bisogno di dover sentire gli indagati un’altra volta”.





