L’AQUILA – “Per me è un onore”.

Commenta così ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la notizia di essere stato indagato assieme ad altre 14 persone per aver occupato l’autostrada A24 nel corteo del 16 giugno 2010 “Sos L’Aquila” del 16 giugno 2010.

“Mi sembra strano – sottolinea – che la polizia abbia identificato solo 15 persone su 4 mila, comunque è un onore perché quando abbiamo fatto quel gesto fu molto importante”.

“Nessuno ricorda – prosegue Cialente – che il giorno dopo Silvio Berlusconi firmò l’ordinanza sulle linee guida delle case ‘E’, che stanno ancora lì ferme. Ci volle quella manifestazione sulla quale si accesero i riflettori, come anche quella di Roma a luglio”.

Cialente ne ha anche per la magistratura, a quanto pare. “Strano – ribadisce – che su 4 mila persone il primo nome sia il mio. Forse perché sono il ‘primo cittadino’. Di solito su queste cose non si procede, ma se questo è il clima…”.

Il sindaco sottolinea anche che tra i politici coinvolti non ci siano esponenti di centrodestra.

“Così si comincia a capire chi c’era e chi non c’era – sbotta – Noi manifestavamo mentre altri ci volevano mettere a credere che stavano facendo la zona franca, quando oggi abbiamo scoperto che in Europa se ne parla solo da un mese”.

Stoccata, quest’ultima, rivolta al vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, segugio della Zfu per conto del commissario Gianni Chiodi e che non partecipò al corteo.

Cialente annuncia che “andrò in procura a chiarire, sono sorpreso. Comunque ho fatto tanti sacrifici per L’Aquila, come i cittadini, farò pure questo. E se servirà di nuovo, sono pronto a essere recidivo”. (alb.or.)