L’AQUILA – “Non ho nulla da dichiarare”. Il giorno dopo la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e degli avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta per la vendita della società Collabora spa alla Provincia dell’Aquila il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, preferisce non commentare.

L’avvocato aquilano, eletto nelle file del Pdci, è coinvolto insieme ad altre undici persone che, a vario titolo, sono indagate per abuso d’ufficio e truffa.

Entro un mese, un mese e mezzo al massimo, si saprà per quali degli indagati Antonietta Picardi e David Mancini, che hanno coordinato le indagini condotte dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, verrà chiesto il rinvio a giudizio e per chi verrà proposta l’archiviazione.
Al centro dell’ inchiesta c’è il manager Vittorio Ricciardi, ex amministratore delegato e proprietario del 49% delle azioni di Collabora Spa, già direttore generale di Abruzzo Engineering (è sospeso dall’incarico, ndr), al quale la guardia di finanza ha sequestrato preventivamente una Maserati, e due case all’Aquila ed una ad Ischia per un valore di circa 350 mila euro, ovvero la somma del passaggio di azioni.

Secondo quanto sostenuto dall’accusa la Provincia dell’Aquila avrebbe acquistato ad un prezzo ‘maggiorato’ rispetto a quello di mercato il pacchetto azionario della società: un’operazione  che secondo gli uomini delle fiamme gialle sarebbe stato portata a termine attraverso una sorta di gioco delle scatole cinesi in ambito finanziario.

Le altre persone iscritte nel registro degli indagati, oltre  a Ricciardi, sono i componenti del Cda Fabio Ranieri, consigliere comunale del Pd ed attuale dipendente di Abruzzo Enginerring, e Quirino Bisegna,  ed i componenti del collegio sindacale Carla Mastracci , attuale dirigente amministrativo di Abruzzo Engineering, Ludovico Presutti, Maria Vittoria Bressan ed Omero Martella.

Queste sei persone, insieme a Benedetti (all’epoca dei fatti presidente del cda Collabora, poi trasformata in Euroservizi) e Ricciardi, sono accusati di truffa in concorso tra loro. Sono accusati di abuso d’ufficio invece i tre dirigenti Giovanni Di Pangrazio , ex direttore generale della Provincia dell’Aquila ed attuale dirigente del comune dell’Aquila, Vincenzo Mazzotta, indagato per il crollo del convitto nazionale, Michela Leacche ,e il funzionario Andrea Gentileschi .

 In sostanza, la Gdf ha passato al setaccio le fasi propedeutiche alla costituzione di Abruzzo Engineering, nata per volere dell’ex presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, e presentata per due volte all’Aquila dall’amministratore delegato di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini.
 Secondo il nucleo di Polizia Tributaria, diretto dal comandante Leonardo Matera, in relazione alla condotta di Ricciardi e delle otto persone del Cda e del collegio dei revisori dei conti, i rilievi sono legati al fatto che le quote societarie di “Collabora Spa, costituita per la gestione di servizi per l’impiego, partecipata per il 51% dalla Provincia dell’Aquila e per il 49% da un’azienda privata, Sviluppo Lavoro, secondo i finanzieri riconducibile a Ricciardi, sono state cedute all’ente pubblico, all’atto della trasformazione “in house” avvenuta nel 2006, ad un prezzo sovrastimato, attraverso artifizi contabili con le persone in oggetto che si sono rese responsabili dei reati di truffa e falso in bilancio.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno portato a termine un’indagine di polizia giudiziaria nel corso della quale è stata scoperta una frode perpetrata ai danni della Provincia dall’amministratore delegato della società il quale, in concorso con gli organi di amministrazione e di controllo, dissimulando il dissesto societario causato da una cattiva gestione, falsificava i bilanci infrannuali e bilanci d’esercizio, determinando la sovrastima del valore delle quote di cessione a lui riconducibili per oltre 300 mila euro, traendo in inganno l’ente pubblico.

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