L’AQUILA – Abruzzo Engineering si chiama fuori dall’inchiesta, e, con una nota, se la prende con i media locali, rei di aver riportato “notizie fuorvianti e distorte”.
“Ancora una volta il quotidiano il Centro ha fornito, su Abruzzo Engineering, notizie fuorvianti, distorte e proposte in maniere tale da alterare la verità” scrive il presidente e Amministratore delegato di Abruzzo Engineering Francesco Carli.
“Campeggia sulla prima pagina del giornale il titolo ‘Bufera su Abruzzo Engineering’. In realtà la indagine è relativa alla ‘S.p.a. Collabora’ e ha ad oggetto questioni del tutto estranee all’attività e alla genesi di A.E. che, come si sa, è stata costituita nel 2007 quale società in house della Regione Abruzzo destinata alla realizzazione di una infrastruttura di rete a banda larga”.
“Tra Collabara S.p.a. ed Abruzzo Engineering non c’è alcun collegamento tematico nè alcuna continuità societaria, dato che Collabora ha operato mantenendo rapporti e sinergie con la Provincia dell’Aquila, mentre A.E. è titolare di diritti esclusivi assegnati con legge dalla Regione Abruzzo”.
“L’unico elemento di connessione sta nel fatto che l’attuale Direttore Generale di AE era titolare di quote di Collabora S.p.a.”.
“Ciò, di certo, non giustifica i titoli tutti incentrati su AE e niente affatto riferiti a Collabora, nè giustifica il sottotitolo de “Il Centro” che informa i lettori di una denuncia a carico del vecchio C.d.A. e degli ex componenti del Collegio sindacale, e così facendo, lascia intendere che la denuncia riguarderebbe i vecchi organismi amministrativi e di controllo di AE e non già, com’è vero, quelli di Collabora S.p.a”..
“Va segnalato che è stato soprattutto il quotidiano il Centro ad imprimere una errata direzione alla notizia, affiancata, seppure con forme meno significative ma ugualmente fuorvianti, da il quotidiano locale “Il Tempo”. Va segnalato, d’altra parte, che il quotidiano locale “Il Messaggero Abruzzo” ha diramato la notizia in maniera corretta, evidenziando la posizione di Collabora S.p.a. e quindi, non distorcendo la realtà dei fatti col riferimento pretestuoso ed errato ad Abruzzo Engineering”.
Appare singolare come il presidente di una società come Ae, il cui direttore generale sia indagato per atti che riguardano anche la costituzione della stessa, si innalzi a censore della stampa e dei titoli riportati sui giornali, distinguendo tra chi, a suo dire, ha scritto cose sbagliate e chi, invece, ha fatto un buon titolo.
Che l’inchiesta, per la quale sono stati emessi dodici avvisi di garanzia, riguardi i passaggi societari e le fasi preparatorie la costituzione di Abruzzo Engineering non è più un segreto, tanto che anche il segretario regionale di Prc Fars, in una nota, ha ricordato come “già dal 2006” il suo partito “aveva espresso il dissenso circa la nascita di Abruzzo Engineering”.






