PESCARA – Riguarda la nomina dell’ex sindaco di Penne (Pescara), Rocco D’Alfonso, in seno allo staff del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, l’ordine di esibizione e acquisizione documenti eseguito ieri dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Pescara e disposto dalla procura della Repubblica dell’Aquila nell’ambito della maxi inchiesta sugli appalti con 33 indagati e 10 fronti di indagine aperti fin qui.

L’ultimo filone, di cui si è avuto contezza ieri, pur nel massimo riserbo, riguarda proprio le nomine a chiamata diretta tra i collaboratori di fiducia del presidente, e proprio quest’ultimo, sfruttando la rete sociale di Facebook, ha reso noti i dettagli pubblicando le foto dei documenti ricevuti dagli inquirenti.

“Poiché centinaia di persone mi hanno chiesto che cosa è lo staff e che cosa è questa notizia iper-rubricata oggi – scrive D’Alfonso – mi permetto per una volta di rendere noto l’unico documento in nostro possesso su questa vicenda di cui scrivono tanto alcuni giornali”.

Come si legge nel documento, il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Antonietta Picardi, richiede “l’acquisizione dell’intera documentazione relativa alla procedura adottata dai competenti uffici della Regione riguardo all’incarico assunto da Rocco D’Alfonso”, ritenendo che sia “indispensabile per la prosecuzione delle indagini nonché per la ricostruzione e verifica delle vicende oggetto di accertamento”.

Tra le carte richieste e acquisite, la lettera del 14 dicembre 2015 con allegato curriculum, la dichiarazione di incompatibilità, la determina direttoriale, un’istanza con richiesta di limitazione dell’orario di lavoro, il contratto individuale, la proroga con parziale modifica e gli altri documenti collegati.

Su questo filone delle nomine ci sono indagati, ma i nomi sono coperti dal massimo riserbo.

È già noto, invece, che Rocco e Luciano D’Alfonso sono indagati nel filone di Penne, per aver fatto pressioni sulla soprintendenza in merito alla sdemanializzazione di un locale commerciale vincolato da vendere per salvare il bilancio comunale pennese.

La mega inchiesta è coordinata dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Picardi.

Le indagini sono portate avanti dai carabinieri del Noe dell’Aquila e dalla squadra Mobile della questura di Pescara.

Tra i coinvolti, dirigenti e funzionari regionali, professionisti esterni e imprenditori, oltre a D’Alfonso e agli assessori regionali Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe.